Ieri c’è stato il giuramento di Biden e oggi i quotidiani hanno fatto il riassunto della giornata. L’ho vista come un’occasione che si sono dati per uscire dai confini imposti dal Covid che da un anno, lo sappiamo fin troppo bene, ci ha agganciati al collo stringendolo sempre più, facendolo ovviamente anche con la stampa imponendo i suoi maledetti ritmi. E quindi oggi, come una boccata d’aria fresca, titoli, fondi, commenti, immagini, editoriali sono in larga parte dedicati alla giornata di ieri e come lettrice non mi sono di certo sentita defraudata dalla verità. Anche se, anche se. Perché mi sono imbattuta in più di un articolo che ha fatto l’analisi comunicativa sulla scelta di abiti, colori e accessori da parte dei protagonisti del giuramento di ieri, tutti sovrapponibili tra loro, molto più che simili anzi, firmati da nomi noti del giornalismo italiano, esperti di comunicazione o che almeno in questo modo si definiscono. Il viola. Grande protagonista della giornata di ieri hanno fatto notare: il cappotto della vicepresidente Kamala Harris era viola, così come quello di Michelle Obama di una tonalità che tendeva al bordeaux, l’altra ex first lady, Hilary Clinton, era imbacuccata da una sciarpa dello stesso colore. Un caso? No, dicono gli specialisti, il viola è il risultato della mescolanza di blu e rosso, i colori che definiscono democratici e conservatori, gli Stati Uniti insieme, l’immagine di una nuova pagina di storia che si apre sotto il segno dell’unità, quella che accomunerà tutti. La nuova first lady. Vestita di blu oceano, quello che circonda gli Stati Uniti, colore che dà sicurezza dicono gli stessi esperti, scelto anche per la cravatta di Biden. L’inno. Cantato da Lady Gaga in modo supremo secondo il giudizio di chi sa – io che di musica so poco infatti non l’ho nemmeno riconosciuto – con un abito in linea col suo stile e con una grande spilla a forma di colomba sul petto, messaggio di pace. Letture condivisibili? Forse sì. La comunicazione moderna questa è. Ma raggiunge sempre l’obiettivo? Il viola assume il significato dell’unità degli Sati Uniti per tutti? Il blu ricorda l’oceano che li circonda e aggiunge ricchezza alla loro storia nell’immaginario di ciascuno? O forse va più veloce il nero lutto con cui i Trump hanno lasciato la Casa Bianca? Perché mi chiedo, gli abitanti del Midwest, che stanno vivendo una profonda crisi economica e sociale per esempio, che non riescono a risolvere il loro crollo di identità politica, che certamente non sono stati beffati da brogli elettorali di nessun genere ma che così si sentono, che non riconoscono il rischio Covid e che non si sentono tutelati da nessuna classe governativa, potranno mai comprendere il significato di viola, blu oceano o spille a forma di colomba? La boccata d’aria fresca che si è presa la stampa credo possa chiudersi qui, ora si torni al giornalismo.
Quello che leggo, quello che penso
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela