E quindi ho scalato il primo gradino della mia storia vaccinale contro il Covid. Come è andata? Non mi lamento. Nel pomeriggio dopo averlo fatto ero un po’ spaventata, che roba strana mi sono detta. Io e la sclerosi multipla ne abbiamo girate fin troppe di avventure mediche e il nervosismo, l’insofferenza ancor prima della paura arrivavano prima del grande evento. Prendiamo il caso dell’annuale Risonanza magnetica: è l’esame che odio dal profondo delle mie viscere con un disgusto che non trova parole sufficienti per essere descritto, ma non è l’esito a darmi tormento – per quanto sia il cardine da cui si leggono i movimenti della stronza di sm – ma è quel buco nero dentro il quale mi devo infilare per oltre tre quarti d’ora di rumore infernale a fare da colonna sonora rendere i momenti precedenti davvero nevrotici e quindi per questo dopo averla fatta sono serena, per un anno nessuno mi ricaccerà là dentro. Stavolta, invece con l’anti Covid anche se si trattava di affrontare un appuntamento al buio, potenzialmente pericoloso, con un temibile ago che per natura detesto, prima ero tutto sommato tranquilla. Il dopo invece lo è stato un po’ meno. Forse perché fin dal pomeriggio ogni dieci minuti dentro di me si sono accese autentiche vampate di calore come se mi stesse salendo all’improvviso la febbre, tanto che, coraggiosa come sono, l’ho provata senza tregua. Ma per fortuna tutto a posto. Nel frattempo il braccio dove mi avevano fatto il vaccino ha cominciato a farmi davvero male, dolore che mi sono portata appresso fino al mattino dopo, ero stata informata ma faticavo pure a passarci la mano sopra. Poi mammano che si andava verso sera mi sono sentita sempre più stanca da non avere nemmeno la voglia di aprire bocca e questo no che non è da me, la chiacchiera è roba mia non certo di altri. All’ora di cena pochissima fame e una volta a letto non sono riuscita ad addormentami come si deve, stress, nervosismo credo, molto più che effetti collaterali da antivirus. Il lato davvero positivo è stato sapere che il giorno dopo sarei stata casa, un piccolo spazio di fortuna che mi sono ricavata per tutelare la mia salute in primis e poi sollevarmi da ansie o che so io. Va detto che è passato tutto anche se con qualche timore arrivato dopo anziché prima come il mio solito aggiungendo una cosa senza soffermarsi su altro: devo riconoscere di essere stata molto più che fortunata a poter cominciare il percorso anti covid molto prima di altri, una grossa occasione per cui ringraziare e basta.
C’è il prima e c’è il dopo
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela