Sabato con una certa sicurezza farò il vaccino anti Covid parte seconda, ovvero la conclusione di un percorso molto ma molto importante, fondamentale vista la situazione attuale. Sono emozionata ma a tratti anche un po’ spaventata, più della prima volta, due settimane fa. Il fatto è che molti dei colleghi della struttura per la quale lavoro e che già hanno fatto il secondo vaccino sono stati più male della prima volta con febbre, dolori muscolari durati giorni e giorni e io, che sono certamente più fragile, temo per le conseguenze che potrebbero aprirsi su di me. Ma giro subito pagina e penso alla fortuna che ho per questa occasione che mi viene servita in perfetto orario e soprattutto senza ostacoli e allora i pensieri negativi e la paura li metto in disparte: sabato farò il vaccino e mi godrò anche i due giorni di risposo successivi certamente utili a ridarmi nuova energia. La cosa importante infatti è che io farò il vaccino, lo stesso che in Italia dopo una partenza che sembrava regolare e ben disciplinata si trova imballato dentro meccanismi dal sapore poco chiaro. Eccola la ragione che per settimane mi ha fatta pensare che poterlo fare con largo anticipo rispetto a tutti altri per il solo fatto di avere il lavoro giusto nel posto giusto mi sembrava quasi un furto. Fino a quando non mi è arrivata la newsletter di AISM-Associazione sclerosi multipla che mi informava come il Ministero abbia inserito la patologia in prima categoria, i suoi malati verranno chiamati per fare il vaccino fin da subito e davanti a tutti gli altri e non tanto perché immunodepressi ma espressamente perché affetti dalla bella stronza. Quindi ho solo potuto anticipare i tempi, nessuna rapina, tutto onore guadagnato sul campo.
La tregua
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela