Sono io sul palco

Eccomi. È arrivato il momento. Stamattina ho rinnovato l’abbonamento WordPress e, come una che è cresciuta all’improvviso, ho deciso di mettere fine alla favola finta del silenzio che nasconde dietro ad un muro di parole il mio vero nome. Quando ho aperto il blog una ragione c’era: ero fragile, volevo scrivere e basta, la sclerosi multipla mi schiacciava sotto un peso impossibile da tollerare e il buio di una pagina web poteva aiutarmi. Sono passati anni, è tempo di fare basta. Mi chiamo Cinzia Stringhetta, ecco chi sono, abito a Jesolo – quel mare di cui ho parlato spesso su queste pagine – e mentre tutta la verità su chi sono, cosa faccio, quello che mi piace e cosa non mi piace è uscito in modo diretto e senza menzogne, è proprio il mio nome che è sempre mancato. Una scelta consapevole all’inizio perché in mezzo c’è il mio rapporto mai risolto con la sclerosi multipla, quel sentimento di cui qui ho parlato spesso, un misto di paura, vergogna e orgoglio che per me è sempre stato una colonna altissima da superare, fin dall’inizio. Da quando a 28 anni, all’improvviso, quasi per caso, senza sintomi di chissà quale pesantezza, dopo la prima risonanza magnetica con liquido di contrasto, dopo il primo esame del liquor che ricordo ancora con infinito terrore, dopo il primo ricovero nel reparto neurologia della clinica di Padova, dopo aver ricevuto la prima lettera di dimissioni, è arrivata la diagnosi che parlava di leucoencefalopatia, perché vent’anni fa prima di parlare apertamente di sclerosi multipla serviva che lei ti tirasse per la giacchetta e si presentasse per nome, la stronza. Ma mentre la sm negli anni con me si è svelata sempre di più, io, proprio qui, nel mio spazio, mi sono nascosta senza farcela ad andare più in là. Fino a stamattina quando ho deciso che non ha più senso scomparire dietro un filo d’erba: sono io allora, le scrivo io queste righe, nome e cognome corrispondono all’autrice, non cambierò i contenuti del mio blog ma se ho scelto di scrivere chi sono ora ma proprio ora una ragione ci deve pur essere.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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