Da quanto tempo viaggiamo con accollato addosso il Covid? Facciamo i conti della serva. Siamo saliti in carrozza a febbraio 2020 più o meno? Oggi è la fine di aprile 2021? Quanto tempo è passato? Abbondantemente più di un anno. Le regole quante volte ce le hanno ripetute? Sempre le stesse e semplici. Sì alle mascherine. No agli assembramenti. Lavaggio costante delle mani. E per carità del cielo no contatti, evitare di stringersi le mani anche nel caso si sia fatto il vaccino o ci si sia già presi il Covid. Saranno circa 14 mesi che guardo la tv, le pubblicità nella fattispecie, e mi incazzo, e progressivamente sempre di più. I protagonisti dei vari spot vanno al supermercato, senza mascherina, si corteggiano tra vicini di pianerottolo, senza mascherina, vanno al Mc, senza mascherina, al parco coi figli, senza mascherina. All’inizio la ragione era semplice perché l’inimmaginabile non aveva dato l’opportunità di cambiare sceneggiature, riprese, copioni all’istante, come prevedere poi i tempi e i modi del futuro mondiale che ci attendeva? Ma ora le traiettorie delle nostre vite sono fin troppo note ed è necessario virare con quei cavolo di spot che hanno per protagonisti attori sempre senza mascherina. Tipo quello che mette in scena un gruppo di amiche che si abbraccia per promuovere uno shampoo, oppure quell’altro con un tizio che beve una tisana a meno di venti centimetri da uno sciamano di chissà che tipo, o quello con la cena tra conoscenti che ridono per consigliare l’acquisto di assorbenti. Tutti ma proprio tutti senza mascherina. Ma ora i tempi lo impongono, anche le pubblicità televisive hanno l’obbligo morale di cambiare rotta, la vita che mettono in scena è quella che facciamo noi tutti i giorni con la mascherina divenuta roba nostra, quotidiana, obbligatoria. Mi si dirà: allora il cinema, le amatissime serie tv? Ecco appunto, facciamo i bravi, mettiamoci le mascherine prima che il Covid diventi un serie tv di Netflix e metta in luce quanto siamo stati scemi.
Netflix stavolta no
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela