Il Villa

A Jesolo è morto quello che i giornali hanno chiamato il re della movida e che io definirei invece l’inventore del divertimento senza nodi, intoppi troppo duri da superare, quelli che creano disordine e confusione. La domenica pomeriggio in discoteca credo non vada più di moda andare ma quando avevo sedici anni io eccome se quello era il centro più atteso della settimana. Qui a Jesolo si andava nella sua invenzione, la discoteca Alla Villa anche se tutti quelli che la frequentavano – per darsi un tono e farsi vedere di casa – la chiamavano solo il Villa: vieni al Villa oggi? Eri al Villa ieri sera? Non vedo l’ora di andare al Villa domani. Il Villa era il locale per i ragazzi della Jesolo bene si diceva o semplicemente per i bravi ragazzi, quelli che non facevano troppe cazzate o meglio ancora proprio non le facevano. In uno dei tanti post di FB scritti per ricordarlo ne ho letto uno che diceva che quando mettevi piede al Villa lui era lì all’ingresso per guardare chi entrava e capire al volo se fosse o meno in linea con le regole che aveva dato al suo locale. Io non lo ricordo ma nessuno mi ha mai fermata quindi forse del tutto sbagliata non ero. In un altro ho letto che erano i genitori ad affidargli i figli chiedendogli di vigilare su quello che facevano, come fosse un secondo padre. Dubito che i miei lo abbiano mai fatto, certamente perché so che non lo conoscevano e poi perché il loro entusiasmo nel farmi andare in discoteca era pari a meno di zero. Resta il fatto che io al Villa mi sono sempre tanto divertita, con le amiche, che sono ancora accanto a me, e poi inseguendo le prime cotte che a quell’età hanno un valore colossale. Diventata grande un po’ l’ho conosciuto per ragioni di lavoro: autentico primo della classe del mondo della notte era diventato il presidente del Sindacato Locali da Ballo mentre uno dei miei capi di allora era il suo segretario. Ricordo una battaglia che aveva messo in campo qui a Jesolo entrata poi nella storia: la quasi certa approvazione di un Decreto Legge che stava per imporre la chiusura delle discoteche alle 2.00 lo aveva portato a organizzare durante un sabato sera estivo un evento epico. Convinse tutti i locali a far entrare i clienti senza far pagar loro il biglietto a patto che poi si traferissero sulle piazze per continuare a far festa. Fu un successo grandioso che in tempi di Covid, notti interrotte alle 22.00, locali chiusi da un anno e mezzo fa scendere qualche lacrima in più in ricordo di un ottimo professionista, lo stesso che mi faceva entrare al Villa anche senza sapere chi fossi.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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