Poche settimane fa è morta mia zia Maria. Era lei era il perno della mia famiglia, lei quella che manteneva i legami con tutti, come una mamma reggeva in mano le fila delle vite di fratelli, sorella e nipoti. Quando veniva a casa mia non mancava mai di portare per me, che ci fossi o meno, un vassoio di baci di dama, i miei biscotti preferiti, a cui aggiungeva sempre cestini di crema con frutta, i suoi di dolci preferiti, golosa lo era eccome e lo sapevamo tutti. L’ultima volta che l’ho vista era settembre dello scorso anno davanti a due belle coppe di gelato, la mia con cioccolato e panna montata, la sua con gusti vari e l’immancabile panna con amarena. Poi la malattia, già in corso da tempo, ha avuto l’insopportabile sopravvento. Al suo funerale non è mancato nessuno ovvio, e tra i cugini ce n’erano due che non vedevo da quando ero piccola. tra tutti noi sono certamente stati i più sfortunati: mamma morta molto giovane e da un giorno all’altro, papà, fratello del mio, sempre stato decisamente assente in tutti i sensi. Con premesse del genere avrebbero potuto scegliere di mettersi in moto verso una vita piena di buche dentro cui buttarsi a peso morto per trovare la via più facile per rimanere a galla. E invece no che non è andata così, anzi: al lavoro fin da subito, impegno, testa sulle spalle, progetti a lungo termine tra innegabili intoppi ma soprattutto voglia di farcela. Al funerale ci siamo visti, ci siamo scambiati i numeri e in un attimo abbiamo organizzato per vederci. E sono davvero felice di come è andata la serata. Dovevamo uscire e invece il programma s’è dirottato a casa mia, non ero in piena forma e così le pizze le siamo andati a prendere fuori, due birre e Coca Cola hanno fatto il resto. Una serata di chiacchiere senza soffermarsi nemmeno troppo su quello che è stato il passato parlando invece di oggi, delle nostre vite, gli errori, le rogne, lo spazio dei bei momenti che pure ci sono con la certezza che tra noi che stavolta non finirà qui e che i prossimi capitoli saranno altrettanto belli e si sicuro con altri cugini. E mentre passava il tempo pensavo a mia zia Maria che ancora una volta ce l’ha fatta a mettere in campo il suo ruolo per il bene di una famiglia che tanto amava.
La famiglia
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela