Eccomi, rieccomi anzi, ci sono ancora e che felicità e quanta attesa e quanta voglia di riprendere il filo di tutto quanto perché è qui che sto bene, poco da dire, ancor meno da fare. Ma nell’ultimo mese sono stata risucchiata dentro un impegno di lavoro che forse ho preso troppo sul serio, mica dico di no, ma non ci posso fare niente se è così che sono diventata: pesante, senza capacità di vivere in libertà, anzi sempre in preda degli eventi pure quando non sono questa gran cosa. Come per esempio un corso sulla sicurezza nel lavoro, per quanto obbligatorio, ma da fare online, entro il 16 ottobre, due moduli da quattro ore ciascuno, con slide da visionare e doppio esame finale da dare. Ma nell’insieme niente di insormontabile. E io sovrastata dall’ansia invece, al PC in ogni momento libero, con cuffiette alle orecchie per raggiungere il massimo della concentrazione, blocco per prendere gli appunti di ogni parola, di ogni sospiro, mouse sempre a disposizione per il clic che fa tornare indietro, pronta alla ripresa del dettaglio perduto, alla verifica ulteriore con eventuale correzione della nota precedente. E insieme a tutto un senso di inadeguatezza sempre maggiore, in costante crescita perché ovviamente non mi sono risparmiata nemmeno il confronto con gli altri colleghi a cui ho chiesto il parere su come considerassero nell’insieme il corso: facile, banale, tutta roba che si sa, le risposte ricevute, fino a che ho smesso di chiedere, per me non era facile né banale, tantomeno tutta roba che sapevo già. E ho continuato col mio di sistema, mica a seguire il loro: fase dell’ascolto attento, appunti e ripasso generale fino al test finale. Superato, con doppio attestato per carità, ma anche con tanti ma proprio tanti sospiri di sollievo successivi che neanche nel post tesi. Sto invecchiando di sicuro ma giocare al fenomeno non mi va, tanto semplice il corso non mi sembrava, c’era almeno da mettersi alla prova per ricordare i vari meccanismi che permettono di lavorare sulla sicurezza di un ambiente. Ecco forse potevo giocarmela meglio coi tempi, il 16 ottobre è fra un bel po’ in fondo e io ho pure cominciato a fine agosto, ma la leggerezza con cui vivo i miei spazi adesso che ho chiuso giochi è impagabile, in fondo è o non è anche questa sicurezza?
Finalmente a casa
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela