Ho sentito Donatella l’altro giorno, ex compagna di liceo, ex compagna di banco, amica carissima di ieri e di oggi. Non la vedo da almeno due anni Donatella, causa Covid, causa la paura di tutti noi, causa le mie di paure che vivo in modo amplificato rispetto agli altri, me ne rendo conto, ahimè. Mi ha chiamata l’altro giorno per raccontarmi di una cena che ha fa fatto con un certo numero di ex compagni di liceo a cui ha partecipato dopo un invito un po’ rocambolesco e del tutto inatteso. Ciò che io non mi aspettavo invece è stato il mio totale disinteresse per un appuntamento da cui in un certo modo sono stata esclusa, non invitata di fatto. Un tempo ero io a organizzare questo genere di serate, ci tenevo tantissimo a mantenere vivi i rapporti con amici con cui avevo condiviso cinque anni di sapere e gioia per la condivisione umana. E ora? Il mancato invito mi ha scosso? No. Hanno chiesto di me? Non ho domandato. Sanno della mia sclerosi multipla? Chi lo sa. Donatella glielo ha detto? L’avesse fatto dov’è il problema, non si tratta certo di un segreto di cui vergognarsi. Capisco il suo eventuale imbarazzo piuttosto perché conosco molto bene il suo cuore pulito. So comunque, perché me lo ha detto, che si è parlato di me ricordando un episodio buffo accaduto durante quei cinque anni. Basta così perché non ho chiesto altro. Aggiungo solo che alla serata non avrei voluto partecipare, tutto qui. Perché? Qui il Covid non c’entra, qui la protagonista sono solo io, lo so fin troppo bene, la me di oggi, quella trasformata da un’ospite che vorrebbe solo prendere a calci per riavere quel po’ di normalità che le manca. Mo l’ho scritto.
Una cena di classe mancata
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela