Strano Paese il nostro. Lo vedi da come si sia mosso l’impaginato di un qualunque tg in questi ulimì giorni, da come le notizie di apertura abbiano fatto delle virate improvvise, da una direzione all’altra, da come poi, con la stessa rapidità si soffermino al sottovuoto spinto, così, senza alibi. Ora che l’Europa deve fare i conti con una guerra che non si aspettava, quantomeno non con questi toni, la stampa ne sta dando notizia a tamburo battente, proprio come deve essere, spesso inviando notizie anche ripetitive per cogliere al volo coloro che non hanno il tempo materiale per seguire tutti i tg a tutte le ore. Conseguenze? In una settimana, poco più poco meno, il Covid pare addirittura scomparso. La stampa non ne parla più, di certo molto meno, se non per niente. Tutti guariti? Nessun nuovo contagio? Questo mi sto chiedendo. Serviva il pericolo di una guerra mondiale, probabilmente atomica, per mettere a tacere le voci giornalistiche sul Covid degli ultimi due anni facendoci magari credere che la pandemia sia solo un ricordo da dimenticare? Difficile scegliere le notizie da prima pagina me ne rendo conto soprattutto quando si parla di una guerra e di una pandemia tutte due insieme. Strani giochi fa la storia: ci fu la Prima Guerra Mondiale con la Spagnola che colpirono insieme il mondo nel primo/secondo decennio del ‘900, come oggi quindi che stiamo vivendo il Covid più l’invasione Russa dentro Ucraina. Quello che contesto alla stampa però è il pericoloso silenzio in cui ha fatto cadere il Covid soprattutto quando ieri in chiusura di un tg ho visto la notizia che riguarda la paternità di Tiziano Ferro, in un altro il nuovo 45 giri firmato De Gregori e Venditti e poi le ultime sul campionato di calcio per non parlare della meschina puntata del Grande Fratello andata comunque in onda. Non è questa la stampa, bellezza.