Domani ho la visita di controllo coi neurologi che mi seguono. E parto di cattivo, cattivissimo umore. Quante volte l’ho scritto su queste pagine? Ogni sei mesi di sicuro, per non parlare poi della pesante depressloone annuale causata dalla sempre temibile RMN e poi per tutte le altre visite il cui esito va portato sulla cattedra dei professori, per carità bravi e pure gentili, che mi accolgono però con la matita rossa e blu in mano per prendere in considerazione l’andamento della sm che mi si è disegnata addosso. Dopo 22 anni dovrei esserne abituata? Dovrei. Invece no, perché sono prevalentemente scema. Cara Cinzia, adesso ti tocca un po’ di meritata predica. Che vuoi che possano dirti se non il solito, la china verso il basso l’hai ben imboccata ed è chiara. Capisco all’inizio della tua storia con la sm che era al suo esordio: quando entravi negli ambulatori di neurologia eri piena di dubbi e di autentica e comprensibile paura, quando ancora stavi abbastanza bene, quando viaggiavi in bilico tra un presente tutto sommato cauto e un futuro dai tratti popolati di un’incognita che speravi distante. Però ora che il velo si è alzato? Cavolo, ci vuole dignità adesso, mica hai commesso una colpa per vincerti la sclerosi multipla come trofeo, coraggio ragazza, se domani andasse male qualcosa non è certo per colpa tua, o forse anche sì chè avresti dovuto imbarcarti in una classe maggiore di fisioterapia, questo lo sai e questo quindi ti porti a casa e finiscila qui. Oggi pomeriggio pensa a te, vai dalla parrucchiera, taglio e colore, mi raccomando, e domani ricomincia a truccarti, non costa nulla ma è un pensiero in più che ti regali in una giornata che sarà così, punto e basta.
Trucco, parrucco e passa tutto
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela