Sicché è morta la regina Elisabetta II. Come una brava intellettualina cafona e snob quale sono dovrei infischiarmene, una non notizia in effetti, non sono nemmeno britannica e comunque anche se lo fossi di certo non farei nemmeno tre minuti di attesa per andare a salutarla. Non sono neppure monarchica – impossibile del resto esserlo, sono italiana, il marchio Savoia attaccato addosso pesa eccome – eppure per Elisabetta II una simpatia ce l’ho sempre avuta. Sa il cielo perché comunque è così, quella volta in cui andai a Londra girai tutte le mete che la riguardavano, incantata davanti alle sue tracce, a un impero smantellato sotto il segno della corretta evoluzione dei tempi eppure per quel poco che restava ancora incatenato dal valore della sua Regina. Ecco cosa vedevo in Elisabetta II: la storia. Dalla Seconda Guerra Mondiale con suo papà il Re Giorgio VI, fino alla sua incoronazione, e poi tra i vari passaggi il suo primo Ministro Churchill che tanto le insegnò, ma anche la Thatcher con cui pare non andasse d’accordo ma insieme hanno scritto molto, e poi passo dopo passo arriva anche il Giubileo di Platino che celebra i suoi 70 anni di regno. E in mezzo a questo e a tanto altro ancora addirittura Diana, la sua morte, il popolo che la tira per la giacchetta perché la vuole fuori per celebrare una regina mancata e lei che capisce e che abbassa la testa davanti al passaggio del feretro di una nuora forse poco amata ma comunque madre di un futuro re. Che ne sarà della Monarchia britannica adesso? Poco interesse il mio, è la pagina di storia scritta da Elisabetta II e che segna un intero secolo ha darmi la voglia di ricordarla.
Elisabetta II
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela