I guai che ha fatto Amazon

Quando ero un bel po’ più giovane qui a Jesolo c’era una libreria che per me era diventata una specie di nido di amicizia tra libri da scegliere e persone da conoscere con le quali condividere passioni comuni. C’era Alessandra, la capofila dietro al banco, e poi tra le sue migliori clienti c’era Laura che poco alla volta è diventata amica mia, con il suo ruolo di guida al bello: è lei che mi ha messo tra le mani i migliori titoli da comprare, il livello più alto di quanto letto negli ultimi anni. Era piccola la libreria, ma poi Alessandra ha chiuso, secondo me e Laura avrebbe potuto continuare, magari correndo a una velocità superiore rispetto a quella che aveva messo in campo, ma si sa certe decisioni sono molto più che private, va da sé. Dentro quella libreria ho passato momenti fin troppo belli. Non sapevo che fare? Andavo lì, mi guardavo in giro, compravo qualche cosa e chiacchieravo finché entrava qualcuno e si parlava ancora e non solo di libri, ci stava spazio anche per altro. Capitava spesso che con Alessandra e Laura si uscisse per una pizza, a pranzo o a cena, la mia salute mi consentiva ben altro rispetto a oggi, la sclerosi multipla era ancora quasi nascosta, lo credevo io almeno, finché non l’ho detto a tutte due scoprendo che il mio era un segreto di Pulcinella anche per loro ma nel dirlo mi sono sentita lo stesso più leggera. E poi ogni anno arrivavano i due giorni prima di Natale, quelli in cui una libreria ha più clienti, è lì che si va per gli ultimi regali, quelli che sono rimasti in fondo alla lista dei desideri, quelli che forse nemmeno ci sono mai entrati ma i libri servono come tappabuchi da consegnare al veglione della Vigilia, e Laura e io si correva da Alessandra per aiutarla a fare i pacchetti regalo. E quante risate tra di noi ci siamo fatte guardando la pila dei libri di Bruno Vespa scendere velocemente mentre quelli di autentico valore rimanere lì, nell’angolo, ah Povera Italia si diceva nemmeno troppo sottovoce “supponenti” ma divertite. Laura e Alessandra erano bravissime a fare i pacchettini, io molto meno e allora il mio ruolo diventava quello di mettere il dito sul nastro mentre loro lo stringevano per fare un bel fiocchetto. Mentre scrivo mi sento travolta dalla nostalgia, io e Laura siamo continuamente in contatto, il Covid ci ha messe all’angolo, ma sappiamo fin troppo bene che saremo insieme al più presto, con Alessandra molto meno, anche per lei la vita è stata ingenerosa e ci siamo nostro malgrado allontanate. E oggi di quella libreria e di quelle Vigile di Natale tra carta regalo e nastro da legare e perfino di Bruno Vespa venduto a mazzi sento una nostalgia fortissima. Amazon ti uso ma mi stai sulle palle.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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