Il giorno dopo, il rientro

Giusto per non parlare solo di rogne che da queste parti piovono supreme ora racconto una storia accaduta una settimana fa che potevo scrivere prima ma che io sia pigra e svogliata certo che si sa. Allora, una mattina ero al lavoro mentre poco alla volta mi accorgo che progressivamente le ruote della mia sedia non mi seguono come devono, non mi reggono, mi fanno scivolare a destra e a manca, senza direzione, senza scelta mia soprattutto come se dirette da un’autonomia propria gestibile solo da uno sproporzionato utilizzo dei freni che inchiodano a terra certo e fermano abbastanza le cadute ma non permettono nessuna indipendenza per quel poco che può dare una sedia a rotelle. Mi sono accorta che senza parlare sono abbastanza trasparente e quella mattina eccome se mostravo preoccupazione e nervosismo: possibile che ci fosse un peggioramento simile in corso? E di che genere poi? Tanti colleghi mi hanno chiesto che cosa avessi, ho passato tutto sotto silenzio, del resto che ne sapevo io di cosa stava accadendo? Fino al pomeriggio. Ruote troppo sgonfie, necessità di ripresa della loro pressione che ha riportato tutto alla normalità compresi i miei respiri che per un’intera mattina hanno alimentato la paura che la sclerosi multipla agisse anche così portandomi come sempre al limite della sopportazione. E poi il secondo pomeriggio quando mi arriva la telefonata dalla mia direttrice per chiedermi come sto dopo avere saputo da altri – lei non era in sede la mattina – di avermi vista molto giù, ma io le spiego che non è successo niente di grave, solo le ruote sgonfie e che ora la situazione è rientrata alla normalità, la mia di normalità se non altro, mi chiede se il giorno dopo voglio prendermi un riposo visto il carico di stress che vivo anche per qualche problema di lavoro che si sta accumulando e che al momento non è di facilissima risoluzione. La sua telefonata mi ha fatto piacere, mi ha resa partecipe di un progetto comune dove c’è attenzione per le persone. Il giorno dopo sono rientrata al lavoro.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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