Fatta anche la seconda visita oculistica, quella che nasceva con lo scopo di definire i tratti fondamentali del primo giudizio medico ricevuto la scorsa settimana. Non avevo chissà quali speranze per credere a un rovesciamento dell’esito iniziale, sapevo che si trattava di un passaggio del percorso clinico attraverso cui devo muovermi per definire il grado del problema alla cornea opacizzata del mio occhio destro. Ora si sa meglio che la strada è decisa: l’intervento – non so nemmeno precisamente di che tipo – è necessario. Se mi fossi mossa prima la situazione oggi sarebbe meno incerta da affrontare, ma chissà perché non l’ho fatto e quindi ora resto qui attaccata a quel catalogo composto da paura e poca speranza che mi piace per niente. Ma ciò che è ancora più grave è il fatto che se il Covid e tutto il suo carico mi avevano isolata oltremodo ora mi sono chiusa ancora di più e ho messo al palo in maniera fastidiosa amiche e amici e non so che fare per forzare la mano e buttare giù la porta dietro cui mi sono barrata rimanendo dentro il mio io, antipatico e sconsolato. Vedi un po’ te la novità aggiungo. E quindi ora aspetto il momento decisivo, continuo ad andare al lavoro, poco soddisfacente e spesso fastidioso, e faccio niente di più. Leggo pure poco per trascorrere in pace il tempo libero, cerco bei titoli, ma poi li prendo in mano quasi con sufficienza e se parti male con un libro arrivi alla fine lentamente e ti perdi il meglio che sa dare. Oh, che genialità ha scritto questa stupida che sono.
Sconsolata e antipatica che sono
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela