Cinquantesimo di matrimonio

Domenica prossima io, mamma e Luca andremo alla festa per l’anniversario numero 50 del matrimonio di mio zio Elio, fratello più giovane di papà. Quando zio e zia invitarono la mia famiglia alla loro festa papà c’era ancora. Appariva comunque sottinteso che all’occasione, a differenza dei miei cugini – mio fratello compreso –, la richiesta di partecipazione era rivolta anche a me e non solo a mamma e papà: sclerosi multipla e “amata” sedia a rotelle avevano svolto il loro ruolo, va da sé. E poi appunto papà. Invitato, ovvio che sì. Ma lui non ci sarà. Ricordo comunque che quel pomeriggio – mentre io pensavo alla necessità di comunicare quanto prima alla responsabile del personale dell’azienda per la quale lavoro la data della mia assenza – lo sguardo mi cadde su papà che seduto sulla sua poltrona fissava terra. Non sorrideva come era solito fare di fronte alla possibilità di trascorrere del tempo per una festa con la sua famiglia: sguardo incollato sul pavimento, invece, lo ricordo bene, la cosa mi colpì molto senza voler dare un nome o un perché alla cosa. Ma oggi è diverso tanto da chiedermi: sapeva? Immaginava? Me lo domando  anche per mille cose che sono accadute nel periodo prima che morisse. La fretta che lui ha impiegato per andarsene ha un significato? Per non farci soffrire oltre conoscendo le nostre debolezze che proprio lui curava con tanta e costante attenzione? Come se con il suo rapido e improvviso lasciarci potesse limitare il dolore della nostra sofferenza anticipando invece la sua? Non mi stupirebbe questa verità. Troppe coincidenze che forse mi pianto in testa per cercare un vago perché a tutto. Penso a quel sorriso grande che ci dedicava ogni volta che entravamo nella stanza dell’ospedale dove poi è morto, a quella mano che a destra stringeva me e a sinistra mamma. Fino a quell’ultimo giorno.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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