Giù le mani, regina

Ho ripreso a leggere, la cornea sembra mi dia tregua – a fine giugno c’è in programma la visita che chiude il cerchio -, papà l’avrebbe voluto che tornassi a prendere in mano un libro e anche a scrivere, altra cosa di cui era fiero, illudendosi che io fossi Proust. Il mio caro papà. E la sclerosi multipla come esce da questi mesi di massacro? Irritata la bella e centralissima donna che poggia le su meni da oltre vent’anni sulle mie spalle. Messa da parte dagli altri e più importanti pensieri degli ultimi tempi ora lo so già che ci penserà lei coi suoi lenti, ma non troppo, passetti in avanti a prendersi lo spazio che le serve per sedere nel suo maledetto trono di regina della mia vita. Ed è già in movimento, bella stronza quale è. Domenica pomeriggio ero fuori per qualche acquisto e mi sono fermata davanti a uno specchio, di quelli che mettono nei Centri commerciali, quelli che nascono per rendere belli i clienti spingendoli all’acquisto facile, quelli che fanno portare a casa anche abbigliamento sbagliato che sembra perfetto ma che forse, guardandolo meglio, già alla cassa somiglia a un errore. Ma io non ho dovuto tornare a casa per fare troppi conti: davanti a quello specchio mi sono vista brutta, magra, con le gambe poggiate sulla mia sedia e pure storte, insolentita dalla mia abbondante dose di sclerosi multipla e da quel dolore che papà con la sua morte non avrebbe mai voluto darmi. E questo lo so. Devo rimboccarmi le maniche adesso, cercare un nuovo filo conduttore a cui appigliarmi – se c’è – per scovare l’àncora sconosciuta per la via di fuga da questo massacro di fiato che sta soffiando davvero forte contro di me.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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