E mio papà sorriderà quella sera

È successa una cosa molto strana al funerale di papà. Ma soprattutto molto bella. Perché lo so che l’avrebbe reso felice. E tanto mi basta. Come in tutte le famiglie succedono cose strane, tipo liti e scontri spesso stupidi e immotivati, soprattutto in quelle numerose e in questo caso sono una fidata testimone. Papà aveva dieci fratelli che alla fine nell’insieme avevano dieci mogli, e io una marea di zie e zii, cugini e cugine un risultato che molto spesso ha prodotto liti, motivate da invidie, stupide e malmesse, parole dietro le spalle e sa il cielo cos’altro. C’era uno zio nel dettaglio e una zia, e tre cugini, i loro figli, con cui non ho mai avuto granché di rapporti, anzi niente per la precisione. Sa il cielo cosa sia successo, io non lo so almeno, loro chissà, non l’ho mai chiesto a miei e anche qui chissà poi perché. Ma al funerale di papà c’erano due dei tre cugini: Elena, che ha chiesto di poter leggere un Vangelo in apertura della celebrazione – e che io non ho nemmeno riconosciuto, tanto per chiarire -, Maurizio, che al termine di tutto ha aspettato per venire a salutarmi e abbracciarmi. Ero felice del suo gesto, per me, per la mia famiglia e per papà soprattutto, che lo meritava. L’ho detto a Maurizio aggiungendo che qualunque cosa fosse accaduta in passato tra le nostre famiglie ero felice che lui fosse lì, siamo adulti, voltiamo pagina, spetta a noi adesso gli ho detto. E lui pochi giorni dopo è venuto a casa mia con la moglie per bere un caffè per salutare anche mamma. Tra qualche settimana io lui, Elena e mio fratello andremo a mangiare una pizza insieme, ci siamo già organizzati e mio papà sorriderà quella sera.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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