E lo sapevo che prima o poi avrebbe gridato “eccomi, mi riconosci? Sono qui”, e lo sapevo che in mezzo a tutto, tra il silenzio delle mie speranze avrebbe allungato il collo per dire con i suoi toni malefici “cosa credevi, che fosse facile liberarsi del mio abbraccio fasullo e cattivo? Proprio adesso? L’illusa”. Ma certo che lo sapevo che la stronza di sclerosi multipla mi viaggiava accanto, la vedevo pure, la sentivo soffiarmi addosso – e che schifo – ma stavo zitta, rispettavo papà, non volevo dargli il dolore della preoccupazione per me che ha provato fino al suo ultimo respiro e allora cercavo di fare finta di nulla. Ma adesso Sua Maestà la regina sta ricacciando fuori le unghie con troppo e rinnovato vigore, sulle gambe per esempio, che mi fanno male, che sono rigide come due assi di legno e che quando si piegano lo fanno di botto col rischio di farmi cadere. La stronza non ha rispetto per niente, lei ci sguazza nel dolore degli altri, nello stress di un periodo da non poter nemmeno descrivere perché tutto è talmente diverso da spostare le fila della mia vita, quelle di ieri, quelle di oggi e quelle di domani su prospettive dai contorni così annebbiati da fare paura. È la sclerosi multipla l’unica a essere certa del suo futuro, sa anche troppo bene cosa fare di me, dove andare, dove portarmi, dove mettersi in sosta per approfittare di tutto quello di cui si è impadronita trasportando con sé anche il resto. Sento dolore e paura adesso, ma soprattutto tanta voglia di riavere papà qui con me.
Qui con me manchi tu
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela