Queste righe inutili ma necessarie

Ma che… posso dirlo?… palle… semplice no, basta essere sinceri con sé stessi. E quindi traduco questo pensiero: perché sono così pigra da essere pronta a mollare la presa appena mi giro un po’ con la testa? Tipo? Questo blog. Me lo ero ripromessa proprio su queste pagine, soprattutto dopo aver deciso di licenziarmi, con più tempo a disposizione mi ero detta, sarò presente tutti i giorni, o anche solo con poca distanza da uno all’altro e invece sto già quasi mollando la presa, oddio qualche minima assenza ci sta pure non posso attribuirmene tutte le colpe, però… però. Mi conosco mascherina, perché se mi manca la voglia un giorno il volo parte, prima do la colpa a un pensiero che non va, quindi a un momento che gira male e continio così magari con uno sbarramento idiota di se e di ma associati all’insopportabile via vai di vi prego giustificatemi se sono assente senza che di fatto esista una cavolo di giustificazione plausibile. E via su questa china discendente sapendo bene che il tempo che passa a vuoto è come un gomitolo di lana che diventa sempre più grande da non srotolarsi quasi più. Scema io, poco da aggiungere soprattutto perché scrivere mi piace, mi tranquillizza anche soprattutto in un periodo come questo in cui ogni giorno sento una pugnalata dopo l’altra: l’assenza di papà – che come mi avevano detto si fa sentire, passo passo, sempre di più – e la poi la sclerosi multipla che senza troppe andate e ritorni è ben vigile e orientata accanto a me, la stronza. Allora due righe scadenti le ho buttate giù, giusto per dire oggi è andata così, domani voglio che vada meglio.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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