Le tre C del caffè

Anni fa – stavo un po’ meglio di salute rispetto ad oggi – la domenica mattina insieme ai miei genitori si andava sempre in spiaggia: ombrellone prenotato, tre lettini a nostra disposizione, arietta fresca per darci il benvenuto, un bel libro in mano per me, il Gazzettino per papà, Le Settimana Enigmistica per mamma. Un ottimo programma che, verso metà mattina, si interrompeva per la pausa caffè, imperdibile e tanto attesa anche perché portava con sé una brioche per una seconda colazione gradita da tutti e tre. Quando si va al mare con una certa abitudine è semplice stringere legami con i vicini di ombrellone, soprattutto se sono sempre gli stessi, e così dal normale “buongiorno” dell’inizio è facile passare allo scambio di quattro chiacchiere che poco alla volta diventano molto piacevoli e pure attese. Quell’anno i nostri vicini erano una coppia di signori napoletani che oltre a essere molto cortesi avevano intuito – senza fare nessuna domanda – la vera natura del mio problema aiutandomi e non poco per giunta. A metà mattina, ogni domenica si andava tutti e cinque al chiosco dove io e mia mamma ordinavamo il nostro solito “caffè macchiato caldo”. Passò poco tempo fino a quando la signora ci chiese se avessimo mai sentito parlare delle tre C del caffè napoletano, scuotemmo la testa incuriosite, lei proseguì e con estrema gentilezza ce le spiegò. Il caffè che segue i canoni napoletani fa capo a tre C: deve essere Caldo, Corto, Comodo. E quindi va consumato bollente mentre sprigiona i suoi autentici profumi, in tazza piccola per assaporarne subito il gusto intenso e carico e poi va preso da seduti, facendo una chiacchierata in compagnia anche meglio, a discapito di altro perché il suo piacere va oltre a tutto il resto. Non ho mai dimenticato la lezione delle tre C, anche se continuo a prendere il mio macchiato caldo, ricordo molto bene quelle parole. Infatti  io lo bevo sempre comoda. Da seduta. E ora ti devo anche ringraziare Sclerosi Multipla dei miei stivali? Guarda, bella stronza, che con il mio “macchiato caldo” mi sarei seduta anche da sola se lo vuoi proprio sapere.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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