In prima pagina

Quel dolore furioso alla schiena che da un paio di giorni mi porto appresso ha il nome di quest’afa maledetta che non accenna a voler finire. Aria condizionata che gira senza tregua e che quando non c’è mi porta a cercare quello spiffero che da qualche parte prende quota alla meglio mi tentano sempre piu per fare fronte alle temperature cocenti di questo Ferragosto eterno. E così insieme hanno fatto bingo,  il risultato da un paio di giorni me lo sento disegnato addosso con un dolore alla schiena mai provato prima, quanto meno non con questi toni. Io e il caldo abbiamo un rapporto fatto di tempi stabiliti a inizio estate, come tutti forse, ma io mi sento in dovere di mettermi in cima alla piramide del lamento, che vi piaccia o meno. Qualche settimana gliela concedo: afa, temperature indegne, sfacciataggine nei modi possono anche esistere, “è estate mi ripeto, che vuoi pretendere”. Ma se si va troppo oltre alzo la testa in segno di protesta e tutto mi va sulle scatole, e parto con lamenti fastidiosi anche a me stessa. In pratica, facendo un bilancio, l’estate deve conoscere le regole, se non le rispetta diventa un documento mal scritto. Ché poi io vivo a Jesolo, e qui è il caldo a definire i principi della sua economia “lascia che lavorino dico, va bene così” anche se vorrei la neve, i cucuzzoli delle montagne, quelle di Heidi. Ma dopo il corretto spazio di settimane che concedo non ce la faccio, come tutti credo, ma io con il mio solito egoismo avanzo denunce che guidano, ovvio, alla sclerosi multipla capace con questo caldo di saltare sulla sedia – anche se non ne è fisicamente capace – buttandomi a terra, di fisico, di spirito, di umore.  Vedo i tg poi, fa caldo in tutta Italia ti dicono “e grazie per la precisazione informativa aggiungo” e via con quelle immagini che sono le stesse da sempre: un lui che si bagna la testa sotto una fontanella trovata in una città che chissà quale è, una lei mentre si mangia un gelato mega che di rifrancante pare avere poco, un gruppo che bivacca sulla spiaggia sotto un sole che, santo cielo, deve essere quello delle 12.00 tanto per chiarire il valore di queste informazioni. Subito dopo arrivano i consigli degli esperti che ti dicono di bere tanta acqua, mangiare frutta, uscire nelle ore più fresche, utile da sapere, grazie, lo ignoravo. E per il mio mal di schiena, cari giornalisti, qualche consiglio autorevole da mettere in prima pagina me lo date?

Published by

Avatar di Sconosciuto

Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

Lascia un commento