Lo sapete ragazzi che un po’ mi sono stufata; ma non di voi, piuttosto di come parlano di voi, questo sì. Sui giornali, nei tg e in quelle trasmissioni tv che propongono di voi solo e unicamente racconti sintonizzati su temi pesanti e che tratteggiano i vostri comportamenti come se foste giovani e delinquenti. Ma possibile sia proprio così mi chiedo ogni volta? E infatti mi innervosisce molto questo disegno che vi viene dipinto addosso perché non si parla di dettagli secondari o di piccoli peccatucci trascurabili, anzi. In grande misura voi venite descritti solo come protagonisti di fatti pesanti quando non criminali. Sempre le stesse storie per giunta. Faccio tanta fatica a crederci: possibile che tutti voi siate interpreti di questa descrizione? Io per certo so solo che il vostro oggi è immerso dentro l’adolescenza, quel taglio di età meraviglioso, quello che ricorderete con infinita nostalgia per tutta la vita, ma una cosa altrettanto vera è che allo stesso modo questa età si porta appresso spigoli di difficoltà, malinconia e pure amarezza che non si può certo negare. Ma mi chiedo: vuoi che tutti voi abbiate deciso di venire a capo dei vostri bellissimi anni nel modo che raccontano in tv? Con coltelli in mano, violenza, atti di cattiveria e via su questi toni? Per qualcuno è innegabile purtroppo. Ma tutti? Mah… non ci voglio credere. Se vi vedo in giro noto altro, riconosco un mondo e che mi parla di una strana solitudine piuttosto, questo sì: grandi cuffie poggiate sulle orecchie, sguardo basso sopra il telefono maneggiato con sapienza, braccia – e oltre – ricoperte di tatuaggi per voi ragazzi, unghie lunghe e molto colorate per voi ragazze. Caratteri distintivi che creano il piacere del gruppo, almeno guardandovi da fuori, ma nell’insieme vedo molto silenzio tra di voi. Mi sbaglio? Spero di sì, di osservarvi male, di non avere l’occhio giusto perché se ricordo con infinita felicità gli anni della mia di adolescenza è per il valore di quelle chiacchiere infinite con quegli amici che sono ancora oggi accanto a me. Vogliate credermi ragazzi, il periodo che state vivendo è una pagina di vita che merita di avere il meglio di voi e mai da soli, questo è il sottotitolo che non dovete dimenticare. Incontratevi, parlate insieme, divertitevi, litigate e fate pace. Insieme e fatelo.
Care ragazze, cari ragazzi – XIX
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela