Care ragazze, cari ragazzi – XXI

Sto scrivendo con largo anticipo rispetto a quando voi, ragazzi, leggerete queste righe. Per me è martedì 5 novembre, pomeriggio, e sto piangendo da questa mattina, da quando in macchina con mio fratello in direzione Padova per fare una visita medica è arrivata una telefonata: un amico ci ha chiesto se sapevamo qualche cosa a proposito di una notizia che girava per Jesolo. Le voci dicevano che a causa di un incidente stradale Veronica Colla era morta. Ci siamo zittiti, io mi sono tolta gli occhiali poggiandoli sulle gambe perché lacrime silenziose che mi spuntavano dagli occhi li stavano sporcando. Dopo qualche rapida ricerca di informazioni questa notizia ha trovato conferma. Mentre mi leggete voi è molto probabile che nella chiesa SS. Liberale e Mauro di piazza Milano il suo funerale sia già stato celebrato e certamente rispetto a oggi c’è qualche informazione in più rispetto a come sono andate le cose. Poco importano i tempi rispetto al dolore molto forte che questa scomparsa ha provocato. Io, Veronica la conoscevo fin da quando era una bimba perché la sua famiglia è legata alla mia da un rapporto molto stretto che parte dai suoi nonni, passando dai genitori, zii, cugini. Siamo cresciuti insieme condividendo valori, ricordi, giochi, risate, battaglie di vita ed è per questo che oggi non riesco ad andare oltre coi pensieri, non mi serve sapere i tanti perché e i molti come di questo drammatico incidente, mi basta solo pensare al dolore che sta squarciando il cuore di chi le voleva bene. Ai tanti che le volevano bene. Tra voi che mi state leggendo ce ne saranno numerosi perché Veronica aveva uno spirito trascinante, con lei anche le sorelle Giorgia e Gloria che non sono certo da meno e papà Roberto – con cui sono cresciuta giocando mentre lui cercava di insegnarmi a nuotare nella piscina vicina alle attività dei nostri genitori provando a vincere il mio spirito imbranato – e poi mamma Sandra, simpatica, gioviale, allegra. Tutto quello che era dipinto sul volto di Veronica e questo mi serve per chiedere anche a voi ragazzi di prendere esempio dal suo carattere, dalla sua voglia di sorridere e che da oggi non c’è più lasciando invece spazio a un dolore da condividere stringendoci con forza attorno alla sua famiglia.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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