Il giorno del funerale di papà, immersa in un dolore davvero difficile da poter anche solo pronunciare, sono accadute delle cose dai tratti lucidi e belli verso cui mi ha portato proprio lui, questo lo metto in campo per certo. Due cugini, Elena e Maurizio, che non avevo mai frequentato – di cui credo di aver già parlato su queste pagine comunque – erano lì quel pomeriggio e con loro, passo dopo passo, io e mio fratello ci siamo presi per mano solo grazie alla nostra voglia di esserci da quel momento gli uni per gli altri. Passo dopo passo dicevo, Elena, che mi segue su queste pagine, mi ha chiamata pochi giorni fa e con un certo timore, autentica paura di ferirmi e con una percepibile preoccupazione di piegare in malo modo le mie convinzioni mi ha parlato mettendo sul piatto una sincerità che ho letto con chiarezza. Nelle sue parole, quando mi ha proposto un suggerimento su cui sto riflettendo molto, c’era dentro il desiderio di lanciarmi un aiuto franco, non posso che sottolinearlo. La sclerosi multipla tra queste righe del blog, mi ha fatto notare, viene attaccata sempre, le ragioni solo tu le puoi conoscere, ha continuato, chi sono io per dirti cosa è giusto e cosa no, ma subito dopo mi ha suggerito di provare a vedere la sm come una compagna di viaggio, una lei che non avresti mai voluto accanto ma che invece c’è, che ti ha scelta, ha continuato, proprio te, forse perché ti ha vista adeguata al suo carico. Compagna di viaggio. Me lo ripeto da quando Elena me lo ha detto. Del resto la sm c’è. Io ho la sclerosi multipla. Quanto tempo è passato dal momento della diagnosi prima che riuscissi a dire queste poche parole a tutto il mondo che mi circondava. Lustri dalla diagnosi? Anche sì. Elena oggi mi suggerisce di guardarla come una compagna di viaggio. Un passaggio in avanti da come ho condotto le cose fino ad oggi: la mia sclerosi multipla non è una netta avversaria, mi suggerisce di pensare Elena, mi dice invece di cominciare e metterla sul campo come una corrispondente che vive dentro me, che necessita di precise attenzioni che vanno accettate e comprese prima che mi surclassino senza troppa pietà. Perché la sclerosi multipla mi ha scelta, mi ha cercata e non pare volermi mollare ma, è vero, questo viaggio potrebbe andare meglio se a condurlo non fosse solo lei ma fossimo insieme tutte e due, se non guidasse lei ma se al volante sedessi anche io. Lei c’è, indubitabile presenza, ma io non devo nascondermi, devo mettere in campo la mia forza quindi, dare spazio alle mie capacità di confronto, la strada è la stessa e lei non deve prendere il largo. Compagna di viaggio e non solo nemica furente. Continuo a pensare a queste parole, Elena.
Compagna di viaggio
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela