Conviene stare qui

Qui scrivo sempre meno e certo, mi dispiace, ma che ci posso fare se questo senso di pigrizia che mi governa ha sempre la meglio? Oddio, ci potrei fare molto in realtà, tipo darmi una bella smossa. E invece senti un po’ qui che penso: chiudere baracca e burattini e mettere da parte tutto, blog, post e quelle quattro idee che sopravvivono ancora ma che devo cercare dentro me con il lumicino. Questo blog è nato dopo un licenziamento che mi aveva ferita e a cui era seguito un periodo vuoto che sentivo di dover riempire. Per lavoro scrivevo e allora, nel tempo libero che avevo, prima di trovarne un altro era nata l’idea. Ma non avevo messo in conto il fatto che un barlume di vita vissuta da raccontare ogni giorno forse non mi sarebbe venuto in mente. E infatti. Per non dire che poi la mancanza di continuità nell’inserire post rendeva sempre più difficoltoso riprendere le fila del ragionamento. E già. Tutto incluso in quella mancanza di voglia di essere protagonista della mia vita. Difetto che faccio viaggiare di pari passo con la sclerosi multipla fra l’altro. Non ho voglia di alzare la testa? Lei, gentilmente, mi offre l’alibi da scagliare sul campo. Tipo, guardo il divano e dopo pochi secondi mi ci trovo ben che seduta sopra, per non dire poi che in un battito d’ali comincio a sonnecchiare, se non addirittura a ronfarci addosso con soddisfatta riconoscenza. La colpa è dei farmaci racconto, mica mia, ci mancherebbe. E si va punto e a capo allora. Anche se lo so che avvolta tra le sue flaccide spire, che porgono giustificazioni sempre accese, ogni resa che concedo alla sclerosi multipla mi rende povera e pure più scema. Lei può fare la qualunque, e si sa, ma diamocela una scrollata di vivacità, Cinzia, ti conviene. Quindi oggi eccomi qui.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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