Undici mesi fa

Da qualche sera ho ricominciato a fare centro sul bersaglio della Ghigliottina. Passaggio di chiarezza: è il gioco che fanno in tv prima che cominci il Tg di Raiuno, l’ultima battuta è affidata a questa Ghigliottina. La puntata per intero è molto, ma molto, noiosa, più di vent’anni in onda mostrando la stessa solfa credo abbiano seccato un po’ tutti, almeno me. La Ghigliottina ha un altro sapore invece, quello della Settimana Enigmistica per capirci, unica e irripetibile, con il suo cruciverba Bartezzaghi e ancora di più il Ghilardi per non parlare di quello senza schema che chiude l’intero giornaletto di esercizi per la mente. Be’ insomma, allo stesso modo anche la Ghigliottina spinge al ragionamento con le parole e per questo mi piace. Le regole sono semplici: al concorrente vengono fornite volta per volta cinque coppie di parole, ne deve scegliere una, quella tra le due che indentifica come l’indizio giusto per arrivare alla soluzione finale: ovvero il termine che le collega tutte tra loro. Del tipo: strega, specchio, regina, mela, nani. Risposta: favola. O ancora: libro, lavagna, registro, quaderno, grembiule. Soluzione: scuola. Io le ho messe giù facili, facili, fasulle direi, non è così nella realtà. Ma è per questo che la Ghigliottina diverte. La guardo da sempre. Con papà si era arrivati al compromesso: mentre si cenava lui metteva in piedi il suo personale traffico tra i tg che voleva guardare, un quarto d’ora prima delle 20.00 mi passava il telecomando, c’era La Ghigliottina. Continuo a guardarla anche senza di lui. Anche senza beccare la risposta esatta. Ma ultimamente, come dicevo, mi capita di venirne a capo un po’ più spesso e con che soddisfazione poi. Come sono astuta, mi racconto. Be’ vabbè, che sia come sia, che io ci arrivi o che non lo faccia, la Ghigliottina resta il mio appuntamento prima della cena, prima del tg. E così esce un altro ricordo di papà, come quello scambio veloce del telecomando sulla tavola, tra piatti e forchette. E poi in questi giorni, che sono 11 mesi da quel maledetto addio, ancora di più.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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