È cominciata ieri a Torino la nuova pagina dell’editoria italiana, quella dove vorrei essere anche io, catapulta dentro il salone dedicato al libro, alla scoperta dei più importanti titoli in uscita, delle case editrici che mi fanno battere il cuore, nelle sale dove potrei assistere a un ricchissimo programma di incontri letterari. Eccoci pronti per Il Salone Internazionale del Libro 2025 – Le parole tra noi leggere sottotitolo in arrivo da un romanzo di Lalla Romano e scelto dalla direttrice dell’evento Annalena Benini (che solo di recente ho scoperto essere nipote di Daria Bignardi). Lì vorrei andare, a caccia di idee, muovendomi anche a caso tra le esposizioni di libri, in cerca delle migliori presentazioni dell’editoria di prima classe che proprio tra quei banchi saranno in prima fila. Ci penso da qualche giorno al Salone ma mi salgono in testa ambiti che un po’ mi spaventano però: vorrei andarci da sola, forse perché il rapporto con libro richiede solitudine, ma poi se mi vedo lì mi immagino senza la sedia a rotelle e ben retta sulle mie gambe mentre cammino. Una pura fantasia, ma pericolosa, azzardata, rischiosa, inutile perché potrebbe nutrirmi di false speranze. Sull’argomento sento tristezza, malinconia. Da qualche tempo però con il pensiero mi capita troppo spesso di vedermi in piedi, mentre cammino e mi sposto con la sicurezza che avevo un tempo, prima che la sclerosi multipla agisse contro di me. Tanto che oggi penso che se il Salone del Libro mi ospitase tra i suoi padiglioni sarei libera, mentre cammino e felice, tanto felice. Posto che anche il Salone delle caramelle mou vissuto sulle mie gambe sarebbe un’esperienza da non dimenticare.