Prima una pizza e poi la scoperta verso l‘eccellenza che Jesolo sa offrire. Ieri sera è andata così. Con la mia famiglia. Oltre alla cena con una prosciutto e funghi a cui mancava solo la Coca Cola, siamo andati verso uno store che io non avevo mai visto al suo interno. Un punto vendita di proposta autorevole dedicato al vino dove Luca doveva acquistare un regalo per un amico e dove io ho girato tra gli scaffali, sorpresa, inconsapevole, stupita, meravigliata e incantata come dentro una galleria d’arte costruita attorno a un autentico patrimonio. Fatto salvo che io non bevo vino, che mi disturba anche solo il suo odore, che la sclerosi multipla poi ci fa a pugni, che i farmaci che prendo non sono da meno, so quanto può valere una bottiglia quando è scelta con competenza professionale, quando è proposta con perizia di tono, quando è selezionata tra mille, quando si distingue da perizia di forma e ieri sera è così che è andata, ho avuto la sensazione di essere entrata in un salotto, come dentro a una galleria d’arte. Bottiglie mai viste, nomi di cantine noti solo come echi persi nel lontano ricordo, scambi di brindisi tra clienti competenti, presentazioni attente ma comunque per me inedite, fino alla comparsa di una porta a vetri, chiusa dietro sbarre di ferro che aveva il carattere di proteggere la superiorità. Caveau. Un cartello scritto davanti all’ingresso lo presentava con indicazioni più precise: entrata da prenotare, il responsabile accompagnerà alla ricerca delle migliori etichette fornendo tutte le notizie riguardanti il mondo del vino e dei distillati di pregio. Non bevo lo ripeto, non mi piace, la sclerosi multipla poi ci nuoterebbe dentro dandosi troppo coraggio, ma mi inchino davanti al bello e alla qualità. Soddisfatta dalla serata di ieri, circondata da una bellezza sconosciuta. E pensare che quel caveau l’ho visto solo da fuori senza varcarne le sbarre. Va detto comunque che anche la pizza era molto buona, sia chiaro.
Davanti alle sbarre
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela