Anni Ottanta fa

La tv è accesa, non la sto guardando io, ma ascolto, passa uno spot, ha musica in sottofondo che sempre di più mi prende per mano e mi fa fare un balzo indietro: entro dentro sette note italiane targate anni Ottanta. Il mio decennio, di quando ero ragazzina, la mia bella età, quella indimenticabile e, infatti, indimenticata. Certi titoli sono targati soprattutto estate e raccontano le mie pagine chiare, libere da noie, io, seduta accanto alla radio smanettando tra le varie frequenze muovendomi da un titolo piuttosto che un altro in cerca della più bella musica italiana, oppure cercando tra le musicassette di mio fratello, attenta a non rovinarle per non prendere poi parole da lui, passo la mano tra titoli diversi dei cantautori di casa nostra, quelli entrati nella storia, da De Andrè a Dalla, De Gregori fino a Guccini, ma anche Renato Zero, Fossati, Vasco Rossi. Per non parlare di Lucio Battisti, poi. Meravigliosi anni Ottanta, meravigliosa giovinezza mia, meravigliosi pensieri che mi giravano in testa proprio in quegli anni. Mi chiedo sempre più spesso perché in questa stagione estiva 2025 i jingle – si chiamano così mi pare – che accompagnano gli spot peschino verso quel decennio, lo stesso in io cui ero poco meno o poco più che adolescente, quello in cui scoprivo il bello della canzone, quella italiana, scostandomi dal gusto che imperava tra i miei coetanei, sedotti invece da altro, nomi come Duran Duran o Spandau Ballet, gli stessi che, invece, io non frequentavo. Anni Ottanta diversi i miei, nutriti di un altro gran tesoro, e gli spot dell’estate 2025 sembra lo abbiano capito.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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