Eccomi qui, tornata all’ovile, pazienza ci vuole con me, ma direi che sono giustificata stavolta perché il caldo delle ultime settimane, sporco, pesante, bagnato, fin troppo voluminoso, bugiardo e malfidente è salito sul ring attaccando la mia sclerosi multipla e, neanche a dirlo, insieme hanno fatto squadra contro di me, vincendo. L’afa l’ha gonfiata di orgoglio la sm, fino a stendermi con un carico superbo e malvagio che sa fin troppo bene dove e come colpirmi per fare male davvero e a lungo. Bere tanto, non uscire nei tempi più caldi della giornata, rispettare la controra, mangiare frutta e verdura, tanta, ripetono così gli esperti dei tg. Lo fanno ogni anno per poi aggiungere che il pianeta sta cambiando, il clima lo abbiamo peggiorato noi e via sul tema. Mentre io vado con la memoria al 2002, ho appena cominciato un nuovo lavoro, molto importante mi racconto, un ambiente inedito per me, mi avvio a frequentare giorno dopo giorno meccanismi mai conosciuti prima, quelli di una Jesolo che sta crescendo attraverso gli interventi di personalità che le stanno disegnando addosso un volto ancora mai visto. Quindi imparo molte novità e mi piace, ne discuto insieme coi miei capi, propongo, inseguo con fierezza il risultato migliore per varcare il traguardo che pare ideale, mi capita ovvio di sbagliare e ci rimango male, ma va da sé, credo. Fino al giugno del 2003 che solleva, all’improvviso, un’ondata di calura che prosegue con fierezza – e con spirito altero, viste le preghiere di tregua che alziamo tutti – fino al settembre dello stesso anno. Mentre io me ne sto ogni giorno in un ambiente professionale che oltre a richiedere un’attenzione razionale spinta ai massimi, reclama anche una presenza quotidiana elegante, curata, più che ordinata, sempre diversa, mai trascurata ma nell’insieme tutt’altro che fresca rispetto al clima che impera in quell’estate infuriata. Come in tutti gli ambiti professionali si dirà, certo che sì, ma lì dove un programma sta nascendo e i traguardi sono nuovi, serve maggiore cura per il dettaglio anche quello estetico, ci sono incontri da organizzare, riunioni da mettere in campo, tecnici da accogliere, il caldo resta un punto secondario rispetto al resto. È necessaria la propria e continua attenzione per la presenza personale che corre di pari passo con la scelta del proprio abbigliamento, il migliore. Di quell’estate 2003, dove la sclerosi multipla si era già presentata alla mia porta fornendo una tregua che ancora mi illudeva, quell’afa furibonda la ricordo fin troppo bene, ma insieme anche i tanti segnali impartiti da una bella professione che stavo facendo mia.Vorrei svegliami come se domani fosse ancora il 2003, anche se già so già quello che mi accadrà dopo, compreso il doloroso debutto sopra una sedia a rotelle, che in quell’anno solo intuivo scorgendolo tra le righe, ma che importa, ero troppo impegnata a stare bene come persona che imparava un lavoro che mi faceva sentire bene. Al di là di te, sclerosi multipla che non sai che essere, con tutti i quesiti che ti porti appresso, le cattiverie che sai mettere in campo, le bassezze sempre nuove che sai inventare, le risate che ti fai da sola, senza amicizia o amore che nessuno ti ha mai dimostrato, o mi sbaglio?
2003 sta a 2025
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela