In contemporanea alla capanna di caldo che ci ha travolti, tutti, non solo me, mica ho meriti speciali sul tema – l’afa è afa e vale per ciascuno – io a differenza degli altri ho mollato ogni contatto col resto del mondo, bella fessa che sono, come se la solitudine distribuisse maggiore benessere in termini di frescura. Fino a domenica mattina quando, sedotta da previsioni meteo rincuoranti, incoraggianti e di deciso conforto mi sono decisa per una telefonata a Federica che, facendo due rapidi conti, è mia amica da più di trent’anni, lei, una di quelle spalle con cui ho condiviso il bello e il pesante della vita, quello suo e quello mio, credo di averne ampiamente parlato su queste pagine, val bene sottolinearlo ancora comunque. Ebbene, parlavo della telefonata, quella che, con mia sorpresa, una volta fatta ha ricevuto come risposta una voce maschile che non ho subito riconosciuto, solo dopo un po’ ho fatto centro perché vicino sentivo sghignazzare altre voci: era Giorgio, il marito di Donatella, compagna di banco del liceo, amica da allora, loro due insieme ora vivono a Londra. Cosa stava succedendo? Perché mentre ero al telefono sentivo prendere il volo una specie di presa in giro collettiva? Facile: le mie due amiche speciali, insieme ai loro mariti, divenuti a loro a volta amici miei, passeggiando sulla battigia jesolana, per puro caso si erano incontrati mentre io, proprio in quel momento, facevo la mia telefonata, perciò è stato come se ci fossi anche io con loro. Vedi, Cinzia, a cosa serve una semplice, casuale, fortuita, perlopiù imprevedibile ma voluta telefonata: a portare con sé il potere dell’amicizia con sé.
Ma alzalo quel telefono
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela