La stampa italiana fa così, per qualche settimana si attacca allo stesso ramo di informazione e lo replica cercando, credo, di farne un caso da sfruttare all’eccesso, in questo modo gli apre tutte le porte per poi chiuderle all’improvviso senza curarsene più, è arrivato altro di cui discutere. Morte assistita per l’inizio di agosto, tocca a questo argomento, due casi, a pochi giorni di distanza. Ho schivato in fretta le pagine dei quotidiani che ne parlavano, solo una lettura rapida, disinteressata quasi, di certo inquieta; ho seguito con finta freddezza i servizi dei tg che ne ribadivano i motivi, occhi bassi i miei, per non vedere, per non sentire, per non farmi trascinare dentro l’incubo che prendeva forma. Sclerosi Multipla, due donne sulla mia età hanno scelto la strada dell’addio autonomo alla vita piuttosto che convivere con Lei. Non ipotizzavo che Sua Maestà potesse fare tanto male, o forse sì, chi lo può dire cosa mi passa per la testa quando vedo lei domani accanto a me, quale aspetto le ho dato, in che specchio mi vedo riflessa nel futuro, se so davvero tutto quello che lei potrebbe disegnarmi addosso, se ho capito qual è il colore che impiegherà su di me. Conosco i vari scritti che fino a ora ho visto in diretta: dalla diagnosi, certa e sicura, compresi tutti i successivi punti di domanda che mi ha piantato a fuoco dentro, pure quelle lacrime che ha fatto scendere fin da subito anche se quasi vuote di significato perché no che non sapevo i tanti passaggi lenti e malfermi nei quali stavo entrando, come i tanti e numerosi esami fatti e da fare inseguendo esiti vigliacchi, le richieste di silenzio verso gli altri seppure amici – per paura? per vergogna? -, momenti che le ho concesso per impossibilità di fermarla, tentativi, ma nemmeno tanti, di dirle basta, fai un passo indietro lasciami in pace, fino a lei, la due ruote fin troppo temuta e odiata sulla quale però mi sono seduta e accomodata anche troppo bene. E ora questa notizia, morte assistita, via di fuga spaventosa e totale dalla sclerosi multipla, che però ho letto, ascoltato con un solo orecchio teso, l’altro quasi coperto, e dentro una tensione vibrante che mi ha gelata con la durezza di uno schiaffo ricevuto credo senza merito. Io che pensavo che il peggio fosse già arrivato.
Vorrei che il peggio fosse questo
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela