Quella poltrona solo per lui

A settembre è partita la programmazione della tv invernale, bloccata, ahinoi, in modo fin troppo evidente su un filone che più che ripetitivo di così non si potrebbe definire; un eccesso, fondato su una quantità nervosa e spietata di idee azzerate, capaci solo di raschiare il fondo del niente. E mi si chiede poi perché la sera mi addormento subito davanti alla tv, schiacciata sopra al divano anche. Un tempo avevo sempre un libro in mano a quest’ora, da poche settimane, qui l’ho già scritto, lo prendo con me il pomeriggio, la bella abitudine della lettura è tornata, che piacere, la sera invece condivido la tv con mamma, per starle vicina mi racconto, ma sai che genere di appoggio le do visto che dormo e di fondo pure. La mia totale assenza di concentrazione alla messa in onda dei vari palinsesti è alimentata, lo so per certo, da un via e vai di programmi uguali a se stessi ormai da decenni poi, con interpreti che si inseguono senza dare un segnale di minima partecipazione verso chi sta davanti al video. Ho a disposizione piattaforme su piattaforme, potrei guardare film, serie tv, idee cinematografiche di livello che tuttavia non mi attraggono del tutto, anche perché devo condividerle con mamma e non è fattibile, non abbiamo gli stessi gusti e io voglio favorire i suoi a discapito dei miei. E così la sera dormo, e anche se cerco comunque qualcosa da spartire con lei, ben presto mollo la presa, abbandonandomi tra i cuscini del mio comodissimo divano. Il piano autorale delle tv pubbliche e commerciali italiane, comprese le scelte dei professionisti che tanto si autocelebrano, è qualcosa di più che debole e stanco, lo considero privo di spina dorsale e vivacità intellettuale, somiglia a un campo arido che si alimenta di ruvidezza logica. Mi spiace per mamma, deve subire questo vuoto e pure me che le dormo accanto, anche ripensando a papà che quando era qui con noi sedeva vicino a lei sulla sua poltrona – proprio quella dove oggi chiunque ci si posi sopra anche solo per caso mi infastidisce – e che ricordo bene faceva come me, ronfava in quantità. Ma questa è un’altra storia, il vuoto della tv pesava meno perché ora è la sua di mancanza a gravare ai massimi.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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