La saga dei Florio

Non amo ricevere libri in regalo. Le scelgo da sola le mie letture, magari seguendo il consiglio fidato di quei pochi amici veramente lettori che conosco o di certe recensioni firmate da nomi che considero valide penne. Nell’insieme poca roba. Mi sento autonoma nell’ambito anche perché non sono una lettrice rapida e ho tutto il tempo che serve per trovare il capo del mio percorso. Qualche settimana fa – ne ho scritto anche su queste pagine – è passata a trovarmi con altri amici la mia insegnante di italiano delle scuole Medie che mi ha allungato un pacchetto con un romanzo al suo interno. Come detto prima, pur non amando leggere c’ho che non programmo da sola, lo faccio lo stesso, per educazione, come forma di ringraziamento, correttezza e cortesia. È andata così anche con il regalo della mia prof. Ovvero il primo capitolo della trilogia firmata da Stefania Auci di cui non avevo scovato recensioni troppo brillanti però. Invece che sorpresa ho scoperto tra quelle pagine: mi hanno sedotta, trascinata dentro il significato che rappresenta per me il piacere della lettura e che, lo so bene, avevo perso, due paginette alla volta mi bastavano, riprenderle in mano significava correre al giorno dopo o magari a quello successivo ancora. Adesso magari non sto leggendo Proust ma sto leggendo, mi sento ricca, soddisfatta e piena, ho già comperato i due volumi che completano la trilogia della Auci nella piena certezza che poco alla volta tornerò a quei titoli solidi con cui sono cresciuta. Grazie prof.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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