Questo tempo non è tempo

Mi capita spesso in mano un giornaletto free press che gira dalle mie parti. Tanta pubblicità e non troppi contenuti: eventi, costume, qualche furberia commerciale travestita da informazione, ma ci sta, se niente paghi poco puoi pretendere. Quando lo trovo lo tiro su, soprattutto da quando ho scoperto una rubrica che mi ha incuriosita fin da subito: una pagina intera dedicata a bellezza e altro sul genere. In un giornale in cui nessuno si firma, nel quale puoi solo supporre chi scrive cosa consultando il tamburino ben presente sulle pagine finali, ad aprire la rubrica di cui sopra ci sono un nome e un cognome belli in vista. Viene da chiedersi chi sarà mai questa firma evidentemente più prestigiosa della altre per guadagnare un palco d’onore di questo tipo. Ma niente, non l’ho mai sentita nominare. Allora ne deduco che forse il merito è legato all’accuratezza con cui a tocca temi fondamentali come trucco, bellezza, capelli e moda. Per ora ho letto che consiglia di bere almeno due litri di acqua al giorno per idratare corpo e pelle, di mangiare frutta e verdura in quantità e alle ragazze di scegliere sempre una base per il make up della stessa tonalità del proprio incarnato senza mai dimenticare di mettere il mascara. Mai più senza certe perle tanto preziose, non vedo l’ora di leggere le prossime. Spero che questo fenomeno della carta stampata venga pagato molto bene per accettare di perdere la faccia ad ogni uscita di giornale, anche se non credo possano bastare i soldi a giustificare tanta pochezza. Perché se sei disposto a questo, se in una redazione piccola come quella di un free press scalpiti per avere in bella mostra mostra un’inutile firma su pezzi pietosi nei quali non sai cosa significhi fare ricerca anche su temi idioti, quale futuro potrà avere la tua carriera nel mondo del giornalismo? Non è il momento storico giusto per avere altri pennivendoli di questo tipo.

 

Sempre meglio avere vent’anni

Stamattina ho letto sul giornale che una libreria poco lontana dalla mia città  ha avuto come ospite della rassegna letteraria che organizza una ragazza di 15 anni che di professione fa la muser ma anche la scrittrice visto che il suo libro è in classifica tra i più venduti di questa settimana. Ad aspettarla sotto la calura di questi giorni c’erano centinaia di coetanee che volevano conoscerla e farsi firmare una copia del libro. Ora voglio soprassedere sul fatto che nei giorni in cui sono morti Tom Wolfe e Philip Roth nella classifica dei libri più venduti in Italia c’è una quindicenne, potrebbe essere molto brava infatti, che io non la conosca vuole dire molto poco in effetti. La domanda che mi faccio è un’altra: cos’è una muser? L’ho chiesto alle amiche più giovani  mi hanno risposto ma non credo di aver capito, ho cercato qua e là e non è che sia successo molto di più. Fa video, forse canta sulle canzoni del momento, i ragazzi la seguono, ha moltissimi follower  su Instagram e un sacco di visualizzazioni su YouTube e roba del genere. Poi aveva il sogno di scrivere un libro, una casa editrice le ha dato l’opportunità di farlo e via, in due mesi, tac-zac il libro è in vendita, e che vendite. Brava e sveglia, fa pure il liceo classico e ama il greco antico, dice. Mi sto trattenendo da commenti perché so bene che il limite è già sorpassato: quando i giovani non li capisci ti viene da mettere in discussione quello che fanno la battuta successiva è “ai miei tempi non era così”. Non era così infatti, perché loro oggi sono giovani e tu non più. Accidenti a loro.