Mi piacerebbe tanto trasferirvi la voglia di tenervi al corrente sempre, tutti i giorni su quanto succede al mondo. Cosa significa? Per me questo rappresenta il valore di crescere come cittadini informati, partecipi del proprio tempo, protagonisti di quanto accade attorno a voi senza ricevere tradimenti o fare mosse false. Adesso so che più di qualcuno di voi si fermerà per pensare: eccola qua, ora che la scuola è finita, adesso che abbiamo portato a casa un nuovo anno passato sui libri, dobbiamo, secondo lei, guardare tutti i giorni un tg o addirittura leggere un quotidiano per sapere cosa c’è di nuovo nel mondo, cose che forse nemmeno ci interessano. L’estate è fatta per riposare, state pensando, che voi semmai per saperne un po’ di più avete in mano i social e quindi, di tanto in tanto, dopo aver imparato a memoria gli spostamenti di amici, fidanzati, morose o chissà cosa ancora potete concedere un piccolo tempo alla cronaca per vedere come vanno le cose. Mi sembra poco. Ormai mi conoscete e sapete che sono un po’ rompiscatole ma sono anche sincera perché certa che far crescere insieme a voi il bisogno di conoscere come sta andando la nostra epoca sia necessario. Non è faticoso ve lo assicuro, anzi aggiunge soddisfazione alla vostra personalità, vi sentirete meno vuoti e non mi sembra poco, anzi. Cominciate col guardare sempre i telegiornali per esempio, poi non sarebbe male leggere un quotidiano, se in casa non ne trovate sono certa e che se chiedete ai vostri genitori di poterne comprare uno ogni giorno non vi diranno no. Magari quello che racconta anche la cronaca locale, tutto ciò che succede a Jesolo, la città nella quale vivete e che merita la vostra attenzione, non solo quella che trovate su Fb dove le informazioni non sempre sono “pulite”. Stringiamo questo patto allora? Estate 2024, si comincia a informarsi ogni giorno come si deve, perché è solo così che si cresce adulti consapevoli. Proprio come dovete diventare voi.
Categoria: Cose che scrivo
Enrico Berlinguer
Io me lo ricordo l’ultimo comizio di Enrico Berlinguer che si fece a Padova il 7 giugno del 1983. O meglio, ricordo i tg che pochi giorni dopo annunciarono la sua morte: tornavo da scuola e a casa la tv era accesa, trovai la mia famiglia seduta a tavola in silenzio, sguardi di tutti fissi e attenti al video, nessuno mi permise di aprire bocca nemmeno per salutare o rispondere alla solita domanda “come andata oggi?, che peraltro non credo mi venne nemmeno rivolta. Va detto che mi ero abituata ad accoglienze sul genere, li avevo vissuti gli anni del terrorismo, quella pagina di mistero e morte che una ragazzina come ero allora si sentiva scrivere addosso con violenza e una certa paura. Aldo Moro, il suo rapimento e morte del 1978, era stato l’apice ben impresso dentro i miei ricordi di allora. Ma che strano quanto stava accadendo a Enrico Berlinguer adesso: una morte naturale vissuta praticamente in diretta, sopra un palco, durante un comizio, lo stesso che lui non voleva abbandonare e che solo il suo staff, capita la gravità di quanto stava accadendo, riuscì a concludere in velocità per accompagnare il segretario del P.C.I. nella più vicina clinica del padovano città dove si stava svolgendo l’appuntamento elettorale. In famiglia, e lo sapevo bene, la sua posizione politica non era condivisa, la sua persona stimata magari, ma dentro la cabina elettorale la crocetta sopra il simbolo del partito cui dava volto non veniva fatta. Ma quei pochi giorni che portarono alla sua morte, le immagini del funerale di proporzioni epiche per la quantità di folla presente, l’esito delle elezioni europee che si svolsero di lì a pochi giorni e che ebbero un risultato che si scrisse sulle pagine di storia, a casa mia vennero seguite con un’attenzione molto più che particolare. Per questo tra le cose vorrei vedere adesso c’è il film – documentario di Samuele Rossi in uscita in questi giorni, Prima della fine – Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer, costruito solo con l’utilizzo di materiale d’archivio per raccontare uno spaccato storico che cambiò l’Italia.
Care ragazze, cari ragazzi I
“E così arrivato giugno, ecco che ci siamo, è tempo di terminare l’anno scolastico e per voi che siete alla fine delle scuole superiori c’è l’appuntamento con il temuto Esame di maturità. Ricordo bene quel momento: liceo classico prima prova scritta italiano, seconda prova scritta greco e poi quattro materie orali tra cui scegliere le due da portare davanti alla commissione. Altri tempi, me ne rendo conto, una prova che così composta per voi giovani ha il valore dell’antichità e non posso che darvi ragione, del resto era il 1991, e qui vi consento di fare una risata, avete ragione. Ma è il concetto di base che non cambia, anche se tra il mio e il vostro esame è passato tanto tempo i pensieri che la Maturità muove sono gli strssi, rappresentano quel punto di arrivo che apre davanti a sé mille e più strade. Prima di tutto per affrontarlo ci vuole tanta calma, ma attenzione, proprio perché ci sono giù passata posso rassicuravi, non è poi tanto difficile quanto sembra, nel senso che in qualche modo lo si supera. Un buon punto di inizio è aver studiato ovvio, certo per tempo, cominciare solo adesso non è sufficiente. Sai la scoperta mi potete dire: lo sapete bene, è ovvio che avreste dovuto mettetevi in moto mesi fa, anche qualche anno scolastico fa se è per questo, ma lasciarvi trascinare dal panico e dalla paura di non farcela proprio non aiuta. Mettetevi sereni quindi, sappiate che un po’ tutti lo vivono con l’ansia del grande traguardo da raggiungere ma alzare bandiera bianca ora è la mossa peggiore che possiate mettere in atto. Sapete perché? Spiace quasi dirvelo ma la vera grande strada incrinata si aprirà davanti a voi dopo, una volta avuto il diploma in mano, e ora che ci faccio vi direte? Molti di voi già lo sanno, vi stringo la mano, sono scelte impegnative e sapere come vivere il proprio futuro lavorativo è quanto di più impegnativo si possa mettere in atto. Quindi, bravi. Ma anche qualche dubbio ci sta, figuriamoci se non ci sta, si tratta di voi della vostra vita di domani. Università? E quindi quale facolta intraprendere. Lavoro? Va benissimo. Ma cosa e dove soprattutto. Cercare in Italia, all’estero? Tutto è lecito, tutto è lì per voi. Ma alla fine una cosa fatemela dire, anche se magari non vi piacerà troppo: care ragazze, cari ragazzi, ora state che state girando una pagina fondamentale vi si chiede di farlo con energia e consapevolezza. Se a scuola era concesso e perdonato un po’ tutto, un brutto voto, un comportamento esagerato o maleducato adesso che debuttate nel mondo dei grandi, università o lavoro che sia, vi accorgete subito che la vostra vita sta prendendo un moto diverso, richiede tanta consapevolezza e responsabilità”