E alla fine eccoci al dunque, a quel punto di partenza mai davvero ascoltato, solo un pianto perché di fronte a una diagnosi di sclerosi multipla che si fa, vuoi non piangere? Ma la verità è che non avevi capito niente di quel momento che poi avrebbe portato a questo presente. E per anni è andata così tra te e lei, meglio mettere insieme pezzi sghembi incollati tra loro e perfino male come una protezione debole ma pur sempre protezione, senza ragionarci troppo sopra, assistendo quasi con disinteresse al declino triste e inesorabile del tuo corpo fingendo che andasse bene così. Era scritto che capitasse, che vuoi fare, assecondare ti tocca dicevi, meglio del vittimismo, e magari guardare gli altri allontanarsi da te e approvare, potessi farlo tu lo faresti al volo, ma non puoi e non ti resta che rimanere attaccata qui dove sei e va bene lo stesso. Ma poi arriva il Covid a smantellare tutto, uno stress continuo che da mesi logora i nervi prima che il fisico e tu rifletti su quanti gioielli nuovi potresti collezionare se le cose andassero ancora peggio perché eccola la sclerosi multipla che sbuca fuori da quella buca dove l’hai sotterrata per anni accettando tutto di lei, giorno dopo giorno, passaggio dopo passaggio, fingendo che fosse sopportabile ogni cosa, gestibile, con fatica certo, ma si fa. Ma ora sei stanca, lei ti ha resa diversa, inutile negarlo, e vorresti una vita tua, normale, come gli altri e non con tutti questi limiti e se ti chiedono come stai poter dire male, sto male, senza provocare pietà, e riprenderti quello che eri, quello che saresti potuta diventare compreso fallire se c’era da metterlo in conto perché la causa sarebbe stata tua, solo tua, non sua.
Facciamo basta
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela