Sanremo 2021

Con ogni certa possibilità quest’anno il Festival non si farà causa Covid, troppi rischi e via dicendo. Le voci attorno all’argomento si inseguono: in fondo abbiamo solo un’economia a pezzi, un governo che lasciamo stare, il virus che ben sappiamo, i vaccini che chissà dove sono finiti e noi qui a discutere di Amadeus e Fiorello, non fa una piega, ovvio. I due, che avevano già messo in piedi la direzione artistica di Sanremo 2021, sono sul piede di guerra, il Governo, o quel che ne resta, con forza ha messo una croce sopra al Festival, no, dice, non si deve fare. Chi ha torto o chi ha ragione? Tutte due le parti in fondo. Sanremo si poteva fare con le strategie di tutela individuate dagli organizzatori. Ma forse no, meglio mantenere su le sbarre, senza esporci ad altri mali come dicono i vertici governativi. Il punto è di altra natura piuttosto, perché Sanremo è una vetta molto alta dello spettacolo italiano e celebralo avrebbe un significato importante per la ripresa di uno dei tanti settori economici caduti a picco. Ma anche se gli organizzatori assicurano di aver rintracciato tutti quei sistemi necessari a evitare il contatto umano e mettere al bando il contagio questi non sono stati giudicati del tutto validi e quindi arrivederci al prossimo anno. Quello dell’anno scorso fu un Sanremo davvero bello, con poche canzoni inascoltabili e un podio da incorniciare. Finì l’8 febbraio, meno di dieci giorni dopo eravamo dentro al peggiore degli incubi e di Sanremo ci fregava già più niente. Se poi avessimo saputo che un anno dopo saremmo stati ancora in preda al contagio e alle prese con una crisi economica che andrà sui libri di scuola avremmo urlato: Sanremo? Ma per favore, ho altro a cui pensare.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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