E invece mi sono sbagliata, tutto lo sproloquio che ho scritto ieri va cestinato perché Sanremo 2021 si farà, a marzo, a un anno dal precedente, secondo tempi e modi imposti dal Covid, ma si farà. Ieri sera un amico mi ha letta e subito corretta e aveva ragione lui, almeno ad oggi. Perché a marzo sul palco storico dell’Ariston anche quest’anno si esibiranno i cantanti in gara, mentre seduti sulle poltroncine del teatro ci sarà un pubblico composto da figuranti per dare quanto più possibile il senso della normalità. Io lo amo Sanremo, certo oggi molto meno che in passato perché i nomi in gara troppo spesso per me sono quelli di autentici sconosciuti, ma è il sistema festivaliero a piacermi, mi riporta a quando ero bambina e tutto era un evento. Il primo Festival che ho seguito con l’attenzione di una protagonista è quello del 1982: lo conduce Claudio Cecchetto mentre a un certo Giucas Casella viene affidato il compito di mettere in moto il potere della mente per scrivere il titolo della canzone vincente su un foglio da infilare dentro una busta chiusa con tanto di ceralacca. Tutto quel Festival gira attorno ai cantanti e alla busta sigillata che a pochi minuti dalla proclamazione ufficiale viene aperta per svelare la previsione di Casella che dice Storie di tutti i giorni, ha indovinato, è la canzone di Riccardo Fogli che infatti vince quel Sanremo. Per anni ogni Festival si è fatto roba mia, una pausa da tutto il resto da vivere guardando tutte le serate, i programmi tv che a quei tempi parlavano solo del Festival così come le pagine dei quotidiani da leggere tutte d’un fiato. Ricordo esibizioni che fanno epoca: Anna Oxa che scende le famose scale vestita praticamente di nulla, Loredana Berté con una pancia finta che fa credere a tutti di aspettare un bimbo, i Mattia Bazar affidati alla voce di Antonella Ruggero che disegnano attorno a loro un’atmosfera anni Venti, Eros Ramazzotti che si fa vedere qui per la prima volta ma già si capisce di che pasta sarà fatto il suo futuro, Renato Zero, vestito tutto di nero, che canta uno dei suoi testi migliori, Vasco Rossi e che dire di lui? Niente, è Vasco. E mi fermo ma so che potrei proseguire a mille giri, per circa vent’anni poco più poco meno il Festival è stato una settimana televisiva molto più che imperdibile per me, ora un po’ meno ma sapere che in un modo o nell’altro pure quest’anno lo faranno aggiunge un certo senso di normalità a questo oggi che di normale ha molto poco.
Sanremo 2021/2
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela