Jannik Sinner. E potrei finire qui. Un bel punto a capo e arrivederci alla prossima settimana. Tanto il nome di questo giovane tennista italiano è noto a tutti voi che credo siate suoi tifosi per quello che sa esprimere su un campo da gioco con una racchetta in mano. Ha poco più della vostra età ed è il numero uno al mondo nella classifica ATP di tennis maschile; pochi giorni fa ha vinto gli US Open, il secondo torneo Slam guadagnato in questa stagione. Mica roba da poco, un successo atletico noto anche a chi di tennis non capisce molto: tipo me. Ma come valore aggiunto c’è anche il suo modo di comportarsi, le parole che sa dire, come si muove sul campo da gioco ma anche fuori che è proprio quello che personalmente mi ha conquistata e che spero abbia fatto anche con voi. Perché Sinner mostra passo dopo passo un’intelligenza che viaggia su percorsi che non lasciano mai indifferenti. Alla fine del match vinto a New York, con il trofeo appena ricevuto, ha dedicato le sue parole, quasi sussurrando, alla zia con la quale è cresciuto e che ora sta molto male. Un abbraccio da lontano pieno di significati, tutti da rispettare. Sinner è un vero campione, sta vincendo a mani basse tornei di tennis molto importanti, il suo segreto secondo i veri esperti è che si allena molto, non perde tempo in sciocchezze ma sa prendere atto con criterio e regola anche degli errori fatti. Quello che vorrei sottolineare è che Sinner, campione di uno sport molto ricco, dà spazio a dettagli mai secondari: durante una partita di tennis di qualche tempo fa, per esempio, il gioco venne interrotto a causa di una pioggia battente. I due sfidanti furono fatti sedere sulle loro panche a bordo campo mentre i giovani raccattapalle li coprivano con un ombrello aperto solo su di loro. Sinner fece spazio accanto a sé anche al giovane ragazzo che lo proteggeva dall’acqua e che entusiasta cominciò a chiacchierare con il tennista numero uno al mondo. Un gesto quello di Sinner che mi ha conquistata per la gentilezza che ha manifestato, la grande disponibilità e un’educazione non certo comune. Sono qualità non da poco che il nostro campione mette in atto insieme al suo gran gioco. Forza Jannik, da parte di tutti noi!
Care ragazze, cari ragazzi – XV
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela