Ieri sera c’è stato un ritorno al passato, quella cena coi protagonisti della mia IIIC a cui davo buca da prima del Covid, passando attraverso ogni cosa è successa dopo, la scomparsa di papà soprattutto. C’era Donatella, spalla destra del mio banco di prima fila, che il suo brio e la chiacchiera brillante, vivace, dinamica non l’ha di certo persa, con Giorgio, suo marito, diventato amico anche lui con cui amo dividere parole e pensieri, c’era Enrico sostegno di tanti ricordi liceali così come di voci importanti, opinioni mai dome, attive e intelligenti di oggi e con lui la moglie Ilaria, dolce ed educata nelle maniere e nei pensieri, il loro figlio Pietro, ragazzo quasi maggiorenne – tanto per dire quanto siamo invecchiati noi – bello, dall’aria razionale, sicuramente garbata. Ma poi anche Federica amica mia di sempre, col marito Adriano potente supporto, tra le altre cose, di molti miei giorni scuri, la giovane e ben cresciuta Beatrice e poi Gloria sempre da me e per me quando serve, quest’ultimi in IIIC non c’erano, li abbiamo adottati e con entusiasmo, con le loro voci e i volti di peso. Posso dirla tutta? Mi è mancata Marina, lei lo sa perché, la prossima volta la trascino al tavolo, lei che in IIIC c’era e che è ancora qui, vicina a me, sempre e per sempre. lo so io, lo sa lei. Insomma, una bella serata, di chiacchiere e pensieri, la matematica non sarà mai il mio mestiere. Ne avevo bisogno? Credo di sì, anche se ero stanchissima, massacrata da un dolore a una spalla che non so da dove arrivi, se è uno stiramento risultato di un movimento sbagliato, un colpo d’aria mal subito oppure, maledizione a lei, dalla sclerosi multipla che fa buongiorno in questo modo inedito. Ma lascio il passo, mi muovo altrove col pensiero, facciamo così, oggi ho preferito ordinare il libro che ieri sera mi ha consigliato Enrico, Rosa Montero, La pazza casa, con postfazione di Mario Vargas Llosa. Non mi sembra poco.
IIIC che eri e che sei
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela