Hai presente quando sei giovane e la musica per la prima volta ti entra dentro. Ecco a me è accaduto durante l’estate del 1981, accanto al banco del negozio dei miei c’era una radio che potevo ascoltare quando e come volevo, da lì passavano le hit del momento, una di queste tra quelle più programmate si chiamava Malinconia (pensa te che solletico per la bella stagione). La cantava Riccardo Fogli, quello che pochi mesi prima, con un gesto plateale tra l’audacia e l’egoismo, aveva abbandonato il microfono dei Pooh, uno dei gruppi più famosi del momento. Va da sé, si sentiva in grado di farlo evidentemente. Nel febbraio successivo vinse addirittura Sanremo. Ecco allora che aveva ragione lui pensarono tutti. Solo che poi negli anni che andavano avanti lui ci ha messo dentro poco più che quello in quanto a successi. Per i Pooh altro discorso, hanno chiuso in cassaforte 60 anni di storia musicale italiana e un repertorio di titoli su titoli. Poco tempo fa hanno voluto ancora Fogli nei loro live seguendo, io credo, un percorso promozionale ben studiato. Sabato scorso in tv, dall’Arena di Verona addirittura, è andato in onda un loro concerto solo che quando in zona batte il clima umido, ovvero sempre, il segnale televisivo del digitale terrestre salta. Nell’insieme ho visto solo qualche frammento del live, le immagini utili e comunque necessarie per notare che i Pooh non lo considerano più uno di loro tanto da sovrastarlo a ogni piè sospinto. Vorrei tranquillizzare Fogli allora: qui da noi col digitale, l’altra sera, tutte le volte in cui il gruppo lo ha messo da parte, non si sono notate.
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela