“Vai a fare la spesa oggi?”. Assolutamente sì. “Hai finito di leggere il giornale?”. Assolutamente no. “Lo bevi un caffè?”. Assolutamente no. “Hai visto la tv ieri sera?”. Assolutamente sì. Ultimamente va così. Sembra diventato impossibile negare o affermare qualcosa, anche la più banale, senza aggiungere l’avverbio assolutamente, anche nelle conversazioni normali, quelle di tutti i giorni, quelle in cui le domande sono semplici e altrettanto dovrebbero essere le risposte. Tempo fa ho ascoltato per radio l’intervista ad una cantante che ha risposto a tutte le domande premettendo continui, noiosi e del tutto inutili “assolutamente sì” e “assolutamente no”. Allora mi sono chiesta se l’ho notato solo perché la tipa non mi piace, la giudico scadente come cantante e mi sta pure antipatica. “Assolutamente no” mi sono detta da brava maestrina quale sono, è lei che è stata fastidiosa, non c’entra niente che non mi piaccia. Però qualcosa è cambiato dal giorno in cui ho ascoltato quell’intervista: ho cominciato a notare quel trionfo di “assolutamente sì” e “assolutamente no” che riempie le mie conversazione, ho cercato di limitarlo e se qualcuno mi chiede se ho intenzione di andare a fare la spesa dico solo sì, ché basta eccome. Guarda te se c’è da imparare pure da una tipa che stimo pochissimo.