Eccomi qui, tornata su queste pagine a rispondere all’appello con un sonoro presente guidato da una mano alzata e bella tesa verso l’alto, dopo giorni e giorni di assenza, giustificata da nulla, se non da pigrizia, forse noia, di certo malinconia accompagnata da certe tracce di nostalgia che mi fendono il cuore. Ecco a cosa corrisponde il significato di questo lungo tacere, proprio qui, su questa valvola di fuga che ho voluto crearmi per dare valore ai miei pensieri, quelli più autentici, certi cupi, in altri casi leggeri, forse poco significativi così come densi di valore. I miei, insomma. Invece sono scappata. Sciocca, io, facendomi solo del male però, chiusa dentro un silenzio che non valica confini, tuffato, invece, in un buio senza soluzioni, solo una svogliatezza che avvolge ogni mia capacità verso il meglio, come quella, l’ho ben compreso da tempo, che disegna troppo spesso righe troppo strette, quasi assenti, lontane, staccate, isolate. Compreso che significa questo maccanismo? Che non agirò più in questo modo? Mah.
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Consigli per gli acquisti
In tv ha conquistato il favore del pubblico una roba di ieri: La ruota della fortuna si chiama questo programma, lo stesso che nei tempi andati vedeva al suo timone mister, indimenticato, Mike Bongiorno, lui che lo aveva lanciato sugli schermi di una delle prime tv commerciali di casa nostra. Accanto al gioco fiorivano anche quegli spazi dedicati a sponsor e pubblicità che il buon Mike maneggiava con sistema e cura, facendoti mettere in saccoccia idee per la spesa che ti muovevano col carrello in mano su e giù tra le corsie dei negozi. Parlava di un prosciutto cotto che, lo ricordo, cercavi e che ti facevi affettare già con l’acquolina in bocca, Mike del resto lo raccontava con tale intensità e altezza nei toni da farti crescere solo gran desiderio. Tra le sue parole giocavano ruoli energici anche quelle indirizzate ai mariti forse più discoli che, seguendo le sue indicazioni, venivano spinti a fare sosta dentro una celebre pellicceria del tempo, la stessa di cui, all’epoca, nessun animalista voleva sbarrarne l’entrata tuttavia, prevaleva solo il desiderio di mettere in campo un bel regalo per la propria lei. Dietro quelle vetrine c’era spazio per acquistare un cappotto caldo e avvolgente per un regalo capace di esibire un patrimonio famigliare più danaroso degli altri. Si era negli anni Ottanta del resto, serviva essere così. Oggi vola un’aria cambiata, eppure in tv no, si va da una terribile proposta targata cronaca nera, rifatta, sfibrante, ripetitiva, oppure da repliche ancorate a ieri, redatte su trascorsi che chissà perché siedono ancora in prima fila, accanto a noi, proprio come La ruota della fortuna, ancora una volta sui nostri schermi, da subire ogni sera.
Che piacere andare in libreria
Sabato scorso mentre mangiavo la pizza con un’amica le spiegavo che stavo aspettando con grande ansia l’arrivo di un libro che avevo acquistato sul web. Io e lei ci conosciamo da più di trent’anni, insieme ne abbiamo passate tante, scampoli bianchi, neri così come certi splendidi capitoli di sole. Così ci capiamo al volo e, infatti, anche l’altra sera, quando ha posato le sue posate sul suo piatto per fissarmi negli occhi, ho subito inteso che il suo obiettivo era di alzare i toni della conversazione. “Ma perché compri i libri su Internet mi ha detto? Ci sono anche a Jesolo le librerie, bisogna andarci!”. Già, ho pensato, hai ragione e poi ho ripreso in mano le fila del discorso: “lo sai che non ho l’auto e che con la sedia a rotelle fatico a muovermi da sola, è per questo che li compro su Internet, li scelgo, li pago, li aspetto a casa”. Si è imbrunita e mi ha chiesto di esprimere a lei i miei desideri, si occuperà subito per soddisfarli, ha detto, mettendo sul piano anche il valore di Jesolo, quello che passa attraverso le vie del commercio che non vanno trascurate, anzi. Mentre finivamo la nostra pizza mi raccontava che discute spesso di questo con la figlia adolescente la quale si muove con le amiche tra i negozi più amati, quelli che propongono ciò che preferisce, dove entra, chiede ai commessi di vedere le sue scelte – scarpe, giacche, pantaloni, gonne o altro – di poterle provare individuando così la taglia corretta, il modello favorito non senza la gradazione del colore più adatto guardandosi dentro lo specchio e, al termine, dopo aver ringraziato, esce senza comperare nulla. Perché, forte di tutte le informazioni guadagnate, si indirizza verso i siti web che ben conosce dove formalizza l’acquisto. La mia amica, una volta scoperto l’inghippo, l’ha ripresa con forza, sgridandola in maniera potente spiegandole che il suo è un trucco messo in pratica con finta astuzia. Jesolo, le ha detto, si fonda su valori importanti in cui il commercio dei negozi è una qualità fondamentale che va protetta aggiungendo anche un dettaglio: è proprio in una di queste attività che lei d’estate potrebbe trovare occupazione, utile per imparare un lavoro ma anche per mettere da parte qualche soldino proprio. Parole sante quelle della mia amica che da oggi però mi avrà in groppa per aiutarmi nell’acquisto dei libri che dovrà cercare a mio titolo nelle librerie di Jesolo.