Silenzio necessario

Sono qui. Di nuovo. Dopo un tempo che non mi va di contare perché troppo pieno di angoli spigolosi, non risolti, scritti in testa con tracce incise nel mio orizzonte e che tendono soprattutto verso la paura. Per mamma che non sembra stare bene, per me e la mia sclerosi multipla che ha innestato una marcia nuova, non rassicurante, Luca che potrebbe crollare sotto il peso di tutto abituato com’è ad avere ogni cosa fin troppo in ordine. In casa è entrata una giovane ragazza di origini marocchine, qui per aiutarci, mi piace, a mamma meno e questo aggiunge nervosismo nell’ambiente, oltre alla paura per quello che domani sarà. Succede un malore rapido che ha condotto mamma a un ricovero che sembra aver svelato un esito pesante che Luca ha rivelato quasi sottovoce, quasi solo a me, ce l’abbiamo fatta una volta gli ho detto, ce la faremo ancora. Ma tra una tac e una risonanza magnetica che mamma ha fatto in velocità e di cui non ho chiesto gli esiti, mi sento stringere dentro ma non so da cosa, e poi anche la mia sclerosi multipla si è fatta largo così come sa fare solo lei, con uno stile, nefasto, pieno di tracce nere, malvage e oggi ancorate ad altri pensieri sullo stesso genere. Ecco che c’è.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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