Eccomi qui, all’indomi del grande giorno: la fatale visita di controllo per valutare da vicino la stronzissima sclerosi multipla, con i suoi eventuali disegni in avanti nuovi o inediti, quelli di cui è capace e che possono disegnarti addosso, quando desidera lei, le tracce che i migliori professasti della materia deducono di volta in volta in volta. Da trent’anni o poco meno io mi proclamo presente a questo appuntamento annuale con un ardore che scava attorno a me buche profonde di infelice inquietudine. A partire dal fatale momento dell’amara diagnosi io la sm ce l’ho scritta dentro, maledizione a lei, è roba fin troppo nota, mi sale accanto, passo dopo passo senza pause, piuttosto con quegli strappi di acceleratore che l’hanno spinta avanti. Oggi è andata, ci penserò fra un po’ a sollevare la mente verso un futuro denso degli altri pensieri che la riguardano. Tre decenni di visite di controllo hanno fatto scuola, la sclerosi multipla arriva, lo so anche troppo bene, non si ferma, va per la sua strada, ti trascina appresso a sé, come vuole, quando crede, nei momenti graditi solo a lei lentamente forse, oppure no, perché parte di una brutta specie. Tocca farsene una ragione.
Dieci più dieci più dieci
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela