Ritratto di una famiglia borghese

Devo trovare il modo di riempire queste pagine, che profumano di delicatezza ma anche di assenza, la mia soprattutto, dal momento che sono sufficientemente assuefatta di dolore, sensi di colpa, paure, vuoti che mi si schiantano contro e via sul tono. Qui cerco balsamo per il mio grande male. Mi guardo attorno e allora cerco parole nuove da scrivere, almeno per me, tanto per rendere più leggero il peso che mi vola vicino. Fosse possibile, mi dico, ma almeno provo. Giro i social per distrarmi, anche se poi mica li amo, ma sono presenti, pronti per portarmi via, un po’ lontano si spera. Va così mi dico, sulle loro pagine per esempio rintraccio soprattutto qualcosa che mi liberi da quei caratteri pieni di pensieri tanto logori. Ho trovato in questo modo il volto di una mia cugina, Caterina si chiama, poco più giovane di me, i suoi post sono il racconto dal suo quotidiano dai contorni ben risolti, quelli che però io conosco solo di sguincio. Sposata con un suo ex compagno di liceo – classico, tanto per aggiungere un buon detto in più – ha costruito una bella famiglia: lei insegnante, grande appassionata e conoscitrice d’arte, lui un celebre avvocato del nostro contesto sociale, insieme hanno due figlie ormai più che adolescenti. In passato avrei potuto costruirci una vera amicizia? Sì. Figlie di un fratello di papà, stesso liceo il nostro, università comune, in fondo in fondo mai lontane per passioni e ricerca di sapere. Eppure lo stesso ci siamo perse per strada e mi dispiace anche perché cosa ne so io di quel perché. Strane davvero le famiglie, poco da aggiungere.

Published by

Avatar di Sconosciuto

Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

Rispondi