Che temporale stanotte, quello di cui c’era bisogno per la verità, e lo sapevamo tutti, da invocarlo, per rinfrescare l’ambiente dopo un’estate innaturale tanto è stata piena di caldo, poi questa pioggia che serviva per irrorare una natura sofferente dopo mesi di afa ai limiti dell’ordinario finalmente eccola qui. Intanto che venivo svegliata da una serie di lampi che illuminavano la stanza seguiti da tuoni potenti da essere fin troppo rumorosi ho pensato a quelle estati trascorse con la mia famiglia nei nostri negozi mentre papà scrutava il cielo e mamma lo prendeva un po’ in giro “torna dentro gli diceva, non succede niente” facendolo innervosire. Io tifavo per papà perché questo significava chiudere prima magari uscire per divertirmi anche solo per mangiare un gelato, guardare la tv, leggere, finalmente riposare dopo ore di lavoro ininterrotto. Capitava di rado che piovesse davvero per la verità, forse il meteo aveva già imboccato una nuova rotta, eppure ricordo quanto accadde durante una serata estiva di decenni fa quella che con un sonoro rovescio riempì di acqua gran parte di vie e marciapiedi, quella in cui mamma e papà, già al sicuro nei loro negozi, aprirono le porte per accogliere turisti annaffiati e insieme aiutare i vicini delle loro attività a recuperare tutto quello che il vento aveva schiaffato per aria. Ecco a voi la mia mamma e il mio papa sempre attenti verso l’altro.
La pioggia che amo da sempre
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela