Ieri sono scesa al bar per trascorrere una prima colazione con cappuccino e biscotti, ho chiesto di poter spostare una sedia per potermi avvicinare al tavolo con maggiore agilità. Era mio fratello ad occuparsi del tutto, senza dare nessuna noia a camerieri o baristi di sorta che come unica incombenza dovevano prendere la comanda dei nostri desideri. La cameriera a noi rivolta mi ha diretto uno sguardo pietoso, caritatevole direi, con occhi accesi di una pietà ai limiti della cattiveria, ecco cosa ci ho letto dentro e il tutto mi ha provocato dentro un solerte desiderio di spedirla laddove avrebbe meritato di andare. Piccoletta, avrei dovuto dirle, sai dove invio le tue le tue gambe belle tese, lì dove puoi solo immaginare, con la la tua malvagità, la stessa che io non merito
Occhi perfidi al bar
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela